Ammazza-ammazza

Enrico Peyretti
fonte fondazione serenoregis

Si ammazzano, si ammazzano. Per un pezzo di terra. Ammazza-ammazza. Per un orgasmo mentale della psicopatia di potenza. Ahimé, sono esseri para-umani, simil-umani, fermi al grado primitivo dell’evoluzione umanizzatrice. Ammazzano. Si ammazzano tra loro. Come tanti altri, tante altre volte, in tanti punti del mondo, anche oggi. Uno ha cominciato, un altro, prontamente, ha continuato. Per difendersi, ammazzano chi ammazza e diventano ammazzatori come lui. Offesi, offendono. Che fantasia microscopica! Tutti usano mezzi omicidi tremendi, scientifici, studiati da scienziati pazzi, freddi omicidi, tecnici della morte, anime di ghiaccio, menti morte. Non gli basta che le armi siano macchine tecnologiche ammazza-uomini: devono anche essere tormentose, bombe a grappolo, e cose simili, che moltiplicano la morte a pezzetti, che arriva in forma di gas, arriva a chi è ammazzato e a chi passa di lì, o vi passerà. Largheggiano, nell’ammazzare: prendono tutto, senza distinzioni. I bambini, i malati? Se sono lì, o passano di lì, negli ospedali, prendono anche loro, perché no? E’ la guerra, è ammazzare.

Si possono fare differenze, sembra all’inizio, poi diventano uguali. La morte da bomba è uguale per tutti. Chi ha tirato la bomba? Non importa. Dove arriva ammazza e abbatte le case, allo stesso modo, le case dove si vive, si ama, si dorme, si passa la vita, da bimbi a vecchi. Non voglio più sapere da chi viene l’ammazzare. Vedo su chi arriva: esseri umani ammazzati, esseri non umani ammazzatori, ammazzabili anche loro. Da tutte la parti ammazzatori. Forse i morti fanno la pace tra loro. Dove si trovano ora non si spara più.

Ci sono solo grandi larghe braccia, accoglienti come Emergency di Gino Strada, l’unico che non fa differenze, e adesso è là anche lui, come un santo, ad accoglierli tutti insieme, spogliati da divise, bandiere, armi e idee di guerra: pulitamente nudi, nelle mani del chirurgo guaritore. Ci sono anche quelli che combattere non volevano, mandati all’insaputa, con inganno, e non hanno avuto il tempo (ingenui, sprovveduti, imbambolati!) di disobbedire ai criminali comandanti. E poi ci sono quelli comandati, senza scelta. Ma, ragazzi, dovevate pensarci prima, quando vi hanno messo in mano un fucile e vi hanno detto che era lo strumento di lavoro per la vostra madre-patria, una maschia di ferro, con mammelle avvelenate, con un grembo di filo spinato, che dice di avervi partorito, ma in realtà le servite o da lavoratori sottopagati, o da morti sulle lapidi e sui monumenti. Stupidi soldati! Ma poveretti, per questo vi hanno istupidito, per usarvi come pedine spara-ammazza.

Va bene, mi dite che uno ha aggredito e l’altro si è difeso. È vero, non confondiamo la sfumatura nella tragedia degli ammazzamenti. Ma quelli che temono il vicino di casa, un  po’ alterato, si preparano solo armi e ne invocano da tutti gli altri vicini. Non sapete inventare altro che guerra alla guerra! E sareste dei politici? Ma la politica è il vivere insieme, buoni e meno buoni: non è la guerra! La guerra, ogni guerra, è la morte della politica. Non avete saputo per tempo inventare altro. Adesso siete nella merda e sangue.

Ci pensino anche gli altri stati: tante armi, più che scuole e vita! Voi vi preparate la fossa. Non avete idee migliori che ammazza-più-ammazza, armi più armi. E vivere, chi se lo ricorda? Non è il divertimento ignorante, nel tornare al mare, alla vita “normale”! Vivere è sentire, ragionare, cercare, è parlare, faticare, è l’arte costruttiva di mettere insieme le parole, le storie, i pensieri, i dolori e le speranze di un popolo e dell’altro, e quindi è potersi riconoscere come esseri uguali nel soffrire, nel godere, nello sperare, nel sapere che moriremo, e sarà meglio non morire come bestie.

Perché non vi siete parlati prima? Perché non avete provato ad ammorbidire la durezza di qualche comandante malato (nessuno ha diritto di comandare!), con proposte di intesa, di accordo, col concedere qualcosa tu e qualcosa lui, che è sempre la formula del vivere senza impazzire?

Ora, mentre vi ammazzate, parlate di vittoria. Ma sapete cosa dite? La vittoria è il premio per chi ammazza di più, e contiene la prossima guerra, la vendetta. Lo capiscono i bambini, lo capisco anche’io, nel mio piccolo, e non lo capite voi? La vera vittoria è del primo che smette di ammazzare e comincia a vivere. Non è facile vivere, ma è vivere! Avete altro oltre la vita, signori ammazzatori, schiavi della morte? Prenderà anche voi, e non ghignerete più sugli schermi, come fate ora, non abbaierete e non ringhierete come cani stupidi sulle frontiere che avete inventato.

Sarete morti, avrete perso una vita vissuta male, perché l’avete odiata e uccisa negli altri, cioè in voi stessi. Mi fate un’immensa pena, come le vostre vittime, nella vostra immensa stoltezza. Non sto con voi, se non nel dirvi queste cose della saggezza antica e di sempre, per aiutarvi (spero possibile, alla fine) a ridiventare umani.  Enrico (uno di quelli che provano a vivere, cioè condannano ogni guerra, senza concedere eccezioni).

“La guerra Usa è fino all’ultimo ucraino”, dialogo tra Noam Chomsky e Bill Fletcher

Una sintesi del dialogo “Una risposta di sinistra all’invasione russa dell’Ucraina” fra l’intellettuale e attivista politico Noam Chomsky e l’attivista e scienziato politico Bill Fletcher jr. trasmessa su Real News Network.

Fletcher. Partiamo da tre assunti. Il primo: la Nato non è un’alleanza difensiva. Il secondo: alla dissoluzione del Patto di Varsavia sarebbe dovuta seguire la dissoluzione della Nato. Infine: l’espansione della Nato, in particolare durante le presidenze di Clinton e Bush jr, è stata un errore e una provocazione.

Chomsky. Penso siano punti di partenza corretti, e vorrei aggiungerne un altro. Qualunque sia la spiegazione dell’invasione russa – che è una questione cruciale – l’invasione in sé è un atto criminale di aggressione, un crimine internazionale di suprema gravità, paragonabile ad altre violazioni della legge internazionale e dei diritti umani come l’invasione statunitense in Iraq o a quella della Polonia da parte di Hitler. Ma c’è un background che risale ai primi anni Novanta, quando l’Urss collassa e il presidente Usa George Bush senior raggiunge un accordo con il presidente dell’Urss Michail Gorbaciov, un accordo ben definito. Gorbaciov acconsente all’unificazione delle due Germanie e all’ingresso del nuovo Stato nella Nato, che considerato il contesto è una concessione notevolissima, a una condizione che viene ufficializzata: che la Nato non si espanda a est nemmeno di un centimetro, Not one inch. Gli americani rispettano il patto fino al 1994, quando Bill Clinton, per ragioni di consenso interno, incoraggia Paesi come Polonia, Ungheria e Slovenia a entrare nell’Alleanza atlantica. Poi, con il pretesto di fermare le atrocità serbe in Kosovo, Clinton bombarda la Serbia senza nemmeno informare i russi che ne escono umiliati. George Bush jr. invita a entrare nella Nato praticamente tutti gli Stati satellite russi, nel 2008 anche l’Ucraina e qui interviene il veto di Francia e Germania, ma la proposta resta sul tavolo a Washington. Un approccio pericoloso e cinico, perché viola le red lines russe. Anche la rivoluzione arancione di Maidan del 2014 è istigata dagli Usa e porta quella che chiamiamo Nato, ovvero gli Stati Uniti, a integrare l’Ucraina sempre di più con l’invio di armi e addestramento. C’è un documento ufficiale firmato da Biden nel settembre 2021, ignorato dai media ma non dall’intelligence russa, in cui si finalizza lo Strategic Defence Framework con l’Ucraina, si parla di forniture militari e dell’Ucraina come Enhanced Opportunities Partner della Nato, cioè apre le porte all’ingresso di Kiev nell’Alleanza.

Fletcher. Ma invece di accusare la Nato, Putin giustifica l’invasione con toni nazionalistici ed espansionistici. Come funziona il suo regime?

Chomsky. Putin ha sempre dichiarato che la decisione di dissolvere l’Urss è stata tragica. Ma anche che chiunque pensi di ricostituire quell’impero è un pazzo. È ovvio che la Russia non ha la minima capacità di farlo: anche se ha un grosso esercito ed è una potenza nucleare, è una cleptocrazia in declino con una economia debole e della grandezza più o meno di quella italiana. Non può conquistare nessuno. L’Ucraina è sempre stato un caso a parte e su questo le richieste russe ufficiali del ministro degli Esteri Lavrov sono sempre state, oltre all’indipendenza del Donbass, la neutralità e la demilitarizzazione, cioè la rimozione delle armi che minacciano la sicurezza russa. Uno status simile a quello del Messico rispetto agli Stati Uniti, che di fatto non può aderire ad accordi militari con la Cina. La proposta Lavrov poteva funzionare? Non lo sapremo mai, perché non è stata presa in considerazione.

Fletcher. Eppure nel 1994 con il memorandum di Budapest, l’Ucraina rinuncia al suo arsenale nucleare in cambio della promessa russa di non aggressione, e non cerca di entrare nella Nato fino al 2014 quando la Russia annette la Crimea e supporta la secessione in Donbass. Sembra che Mosca non voglia garantire la propria sicurezza, ma rendere l’Ucraina uno Stato satellite.

Chomsky. Il Messico è uno Stato satellite degli Usa? Lo erano l’Austria o la Finlandia? No, erano neutrali, con l’obbligo di non aderire a una organizzazione militare ostile guidata dagli Usa che facesse esercitazioni sul loro territorio [come la Nato in Ucraina, ndr]. Una limitazione di sovranità? Sì, ma non limitava la vita di quei Paesi. Uno status che si sarebbe potuto ottenere per l’Ucraina se gli Usa lo avessero voluto.

Fletcher. Ha senso per Austria e Finlandia. Perché Kiev dovrebbe fidarsi di un accordo con la Russia dopo l’annessione della Crimea nel 2014?

Chomsky. L’Ucraina può non credere al fatto che la Russia rispetterebbe un accordo, così come non li rispettano gli Stati Uniti in tanti luoghi del mondo. In Ucraina, la Russia sta commettendo crimini da tribunale di Norimberga, ma gli Stati Uniti violano trattati internazionali con l’abuso della forza. La domanda è: se gli Usa avessero rispettato le red lines russe, come consigliato da esperti, alti consiglieri, diplomatici, anche Francia e Germania, e avessero lavorato per la neutralità dell’Ucraina, la Russia avrebbe invaso? Non lo sappiamo. Per citare uno di quegli esperti, l’ex ambasciatore Usa, Chas Freeman, gli Stati Uniti “hanno scelto di combattere fino all’ultimo ucraino”, ovvero di abbandonare ogni speranza di un accordo. Tutto questo si poteva provare a evitare e si potrebbe ancora. Quando Biden dice che Putin è un criminale di guerra e verrà processato, lo mette al muro: l’unica strada è il suicidio o l’escalation, anche nucleare.

Fletcher. Addossi tutta la responsabilità agli Usa, ma nella Nato ci sono anche Paesi come la Germania e la Francia contrari all’ingresso dell’Ucraina. E i proclami di Putin sulla necessità di denazificare l’Ucraina sono ridicoli. C’è qualcosa che mi sfugge…

Chomsky. Ti sfugge la realtà dei rapporti di potere internazionali, dove gli Stati Uniti hanno un potere spropositato. Lo sappiamo tutti, la Russia lo sa benissimo. Chi capisce qualcosa di politica internazionale sa che gli Stati Uniti sono un violento stato canaglia che fa quello che vuole. Se al Cremlino ci fosse un uomo di stato abile e lungimirante, avrebbe cercato un compromesso con Germania e Francia, avrebbe provato ad aderire a qualche forma di casa comune europea come la immaginava Gorbaciov. Ma Putin e il suo entourage non hanno questa visione e capacità di leadership e hanno preso le armi, come fanno sempre le grandi potenze, inclusi gli Stati Uniti. Ed è una decisione criminale, che danneggia la Russia. Putin ha porto agli Stati Uniti sul piatto d’oro il più grande regalo immaginabile: potenze come Germania e Francia ora sono del tutto assoggettate agli Stati Uniti.

Stiglitz afferma che la pandemia del Covid-19 ha mostrato conseguenze del neoliberismo

Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, si è scagliato contro il neoliberismo e ha assicurato che la pandemia del Covid-19 sta attualmente mostrando le conseguenze di 40 anni di imposizioni da parte del neoliberismo.

L’eminente economista statunitense ha tenuto una conferenza principale nell’ambito delle sessioni del Future Congress 2021, il principale evento scientifico del Cile, tenutosi virtualmente e programmato per concludersi giovedì, dopo aver concentrato la sua attenzione sulla pandemia.

Stiglitz ha affermato che il neoliberismo ha denigrato per quattro anni l’importanza del ruolo dei governi e ha privilegiato l’azione incontrollata dei mercati, ecco perché molti Stati si sono trovati in una situazione povera per affrontare l’attuale crisi sanitaria.

Il professore dell’Università dell’Indiana ha considerato che le nazioni di maggior successo nell’affrontare la pandemia Covid-19 sono state quelle “che vantano governi efficaci, istituzioni forti e buona scienza”.

Ha aggiunto che la pandemia ha colpito di più quelle nazioni con profonde disuguaglianze, dove non c’è accesso universale ai sistemi sanitari e hanno una scarsa protezione sociale, e ha anche detto che ‘per questo motivo gli Stati Uniti sono stati uno dei più colpiti, con il 25% dei casi, nonostante abbia solo il 4 per cento della popolazione mondiale. ”

Si tratta di un paese “che non riconosce l’accesso al sistema sanitario come un diritto umano fondamentale” e ha assicurato che i settori poveri “hanno subito più morti, una maggiore esposizione alla malattia e una maggiore perdita di reddito sanitario”.

 

Il video dei militanti della Lega che insultano Gad Lerner a Pontida

Decine di militanti del partito di Matteo Salvini gli hanno urlato di tutto, e il servizio di sicurezza l’ha dovuto scortare al sicuro

Il giornalista Gad Lerner è stato pesantemente insultato da decine di militanti della Lega durante l’annuale raduno del partito in programma oggi a Pontida, in provincia di Bergamo. Secondo la testimonianza del giornalista di Repubblica Matteo Pucciarelli, Lerner è stato «ricoperto di insulti, grida e improperi» e successivamente «accerchiato» da alcuni militanti. Gli addetti alla sicurezza della Lega lo hanno poi dovuto scortare fino all’area riservata ai giornalisti, aggiunge Pucciarelli.

il video

Per leggere l’articolo completo vai alla fonte ILPOST.IT

A cosa serve il Decreto Sicurezza bis ?

Alla trasmissione In Onda il prof.Della Loggia è apparso sdraiato sul Decreto Sicurezza, pronto ad affermare un consenso quasi entusiasta al Decreto Sicurezza bis. Siamo di fronte ad un altro partecipante alla corsa sul carro del presunto prossimo vincitore ?
E’ noto che i partecipanti alla corsa sul carro del vincitore sono portatori di una strana sindrome: la desensibilizzazione della capacità critica rispetto a dati di fatto incontrovertibili. Staremo a vedere. Nel merito:
non c’era alcun bisogno per quanto riguarda l’ordine pubblico di nuove leggi: le norme vigenti prima dei 2 Decreti propaganda di Salvini erano più che sufficienti per gestire l’ordine pubblico.
Volere incriminare gli organizzatori ufficiali di una manifestazione pacifica per atti violenti vandalici compiuti magari da gruppi di provocatori prezzolati pone la norma oltre e fuori del principio della responsabilità personale punto cardine del diritto penale.
Quando una nave salva dall’affogamento in mare dei naufraghi salva la vita delle persone o si sta invece accingendo a compiere il reato di favoreggiamento della immigrazione clandestina ?
Al Professore non viene il dubbio che il cosidetto Decreto Sicurezza serva solo a fare propaganda, a riempire i tribunali di processi inutili senza produrre un milligrammo di sicurezza in più ?

La regola che conferma la regola

di Alessandra Daniele

C’è una regola aurea che vale sia in amore che in politica: chi ti dà sempre ragione vuole fotterti.
Sia che venga da destra, dal centro, dalla sinistra (o presunta tale) da una Chiesa, dalla Rete, dai movimenti reali o virtuali, chi ti dà sempre ragione, anche (e soprattutto) quando palesemente hai torto, vuole fotterti.
Chi ti dice che il tuo è il paese più bello del mondo, che hai tutto il diritto di odiare i profughi (africani) perché il tuo padroncino (brianzolo) sfrutta te (e loro), chi ti applaude sia quando fai la raccolta differenziata che quando bruci i cassonetti, chi dà sempre a qualcun altro – gli stranieri, i banchieri, i tappezzieri – la colpa delle cazzate che combini, vuole fotterti.
Salirti sulla testa, e usarti come gradino per arrivare al successo, al denaro, al potere.
Chi ti blandisce, ti adula, ti istiga, ti giustifica, alimenta i tuoi istinti più bassi e le tue speranze più assurde, chi ti dice sempre quello che vuoi sentire, scrive sempre quello che vuoi leggere, e sostiene sempre tutte le stronzate che preferisci credere, sta cercando di fotterti.
Si dice che i sovranisti siano invisi al capitale.
È una stronzata.
Il capitale adora i sovranisti, perché dirottano la rabbia popolare su capri espiatori e bersagli simbolici, e mantengono comunque le masse all’interno del recinto dell’economia di mercato che è la vera causa della loro miseria.
Inoltre uno spezzatino di nazioni isolate e litigiose è la preda ideale per l’imperialismo politico-economico delle grandi potenze.
Come s’è visto, il talento dei grillini negli affari coll’estero è credibile quanto il loro antifascismo.
Di Maio che s’accorge improvvisamente delle inclinazioni fasciste di Salvini è credibile quanto quelle mogli che sostengono di non essersi mai accorte di nulla mentre il marito abusava sistematicamente dei loro figli. Di solito il magistrato non se la beve.
Si dice che la famiglia tradizionale sia invisa al capitale.
È una stronzata.
Il capitale adora la famiglia – di qualsiasi tipo – perché consuma più dei single. Chi ha famiglia compra pannolini, vestitini, libri scolastici, giocattoli, compra più elettrodomestici, più mobili, più cellulari, chi ha famiglia compra appartamenti e automobili familiari.
Chi ha figli da mantenere è più disponibile a farsi sfruttare.
Tutti gli spot pubblicitari ritraggono famiglie felici e numerose. Il familismo non è solo un veicolo per vendere prodotti, è il primo prodotto che viene venduto.
Se non hai ancora i soldi per mettere su famiglia non è perché il capitale ti voglia single, ma perché sa che pur di guadagnarli lavorerai ancora di più, e rinuncerai anche a quei pochi diritti che ti sono rimasti.
Chi ti dice che hai ragione a credere alle stronzate altrui, sta cercando di farti credere anche alle sue.
Che sia un filosofo (o presunto tale), un trapper, un influencer, o un ministro (o presunto tale) la regola non ha eccezioni. Chi ti dà sempre ragione vuole fotterti.

Salvini : ” Riportare i migranti in Libia significa salvarli…” – Falso !

 

 

 

Come si può sopportare una propaganda falsa e disonesta come quella del ministro Salvini che continua ad affermare :

” Riportare i migranti in Libia significa salvarli….”

Il sito ufficiale della Farnesina viaggiaresicuri.it così descrive la sicurezza della Libia. Stralciamo la pagina del sito della Farnesina dedicato alla Libia, aggiornata al 12 febbraio 2019 :

‘….. Sicurezza
• Indicazioni generali, ordine pubblico, criminalità
A partire dall’11 gennaio 2017 l’Ambasciata d’Italia a Tripoli ha ripreso le proprie attività.
Si ribadisce l’invito ai connazionali a non recarsi in Libia e, a quelli presenti, a lasciare temporaneamente il Paese in ragione della assai precaria situazione di sicurezza. Scontri tra gruppi armati interessano varie aree del Paese (incluso in Tripolitania, nell’area intorno a Sirte, a Sebha, Bengasi, Derna e Sabratha). 
Valido al 23.02.2019, pubblicato il 12.02.2019 del Paese (incluso in Tripolitania, nell’area intorno a Sirte, a Sebha, Bengasi, Derna e Sabratha).
Permane inoltre, anche nella capitale, la minaccia terroristica e elevato rischio rapimenti. Si registrano elevati tassi di criminalità anche nelle principali città e strade del Paese, tra cui il tratto stradale costiero dalla Tunisia all’Egitto.

Si ribadisce l’invito ai connazionali a non recarsi in Libia e, a quelli presenti, a lasciare temporaneamente il Paese in ragione della assai precaria situazione di sicurezza. Scontri tra gruppi armati interessano varie aree del Paese (incluso in Tripolitania, nell’area intorno a Sirte, a Sebha, Bengasi, Derna e Sabratha).

Permane inoltre, Valido al 23.02.2019, pubblicato il 12.02.2019
del Paese (incluso in Tripolitania, nell’area intorno a Sirte, a Sebha, Bengasi, Derna e Sabratha). Permane inoltre, anche nella capitale, la minaccia terroristica e elevato rischio rapimenti. Si registrano elevati tassi di criminalità anche nelle principali città e strade del Paese, tra cui il tratto stradale costiero dalla Tunisia all’Egitto.
• Rischio terrorismo
Cellule jihadiste sono presenti in varie parti del Paese, inclusa la capitale. Attacchi terroristici rivolti a libici e stranieri, anche con ricorso ad autobombe, hanno avuto luogo a Tripoli (da ultimo contro la Commissione Elettorale il 2 maggio e contro la National Oil Corporation il 10 settembre 2018). Si sottolinea che standard adeguati di sicurezza non sono garantiti nemmeno nei grandi hotel della capitale, che sono anzi considerati ad
alto rischio. Si richiama inoltre l’elevato rischio di sequestri di cittadini stranieri, a scopo di estorsione o di matrice terrorista, in tutto il Paese. FONTE VIAGGIARESICURI.IT

Lo Stato smentisce lo Stato. O la Libia è un paese sicuro e il Ministero degli Esteri divulga notizie allarmistiche e false e per tale motivo dovrebbe cancellare questa pagina sulla Libia o, invece , è falsa la propaganda del ministro degli interni che continua ad affermare che la Libia è un paese “sicuro” per i migranti che vengono “salvati” dalle motovedette e portati nei lager gestiti da fazioni di criminali.

 

I PALINSESTI RAI ISPIRATI AL MICROPENSIERO DI UN VILLANZONE BULIMICO ? L’UNICA RISPOSTA E’ IL TELECOMANDO…..

 

La gestione dei canali Rai da parte del governo a trazione leghista e sostenuto dai pentastellati si sta mostrando in tutta la sua devastante regressione culturale e politica.
Telegiornali regionali ridotti a miserevoli mattinali della questura, il secondo canale della Rai è divenuto il megafono di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni imperversa snocciolando banalità e riflessioni di profondità millimetrica. Qualche delirante leghista straparla di italexit e di abolizione dell’euro…

La più grande piattaforma pubblica di comunicazione e produzione culturale nazionale viene annullata e ridotta a canale di propaganda spicciola dei nuovi capi che si auto rappresentano come i messaggeri indiscussi del volere del poppolo.

Con i soldi del canone invece di finanziare una piattaforma pubblica d’informazione e produzione culturale pluralista si sceglie invece di trasformare la RAI in una piattaforma che fa propaganda full time  per Salvini e Di Maio. Neanche la Democrazia Cristiana, negli anni peggiori, ha mai osato tanto.
La rappresentazione quotidiana del mondo elaborata dal micro pensiero di un villanzone bulimico che basa le proprie fortune politiche sulla tragedia dell’immigrazione e sul rancore sociale delle persone che hanno perso il lavoro o dei giovani che non lo avranno,  sta diventando il palinsesto di molti programmi Rai. Lo sciopero degli abbonati Rai, il crollo dell’audience dei programmi più servili rispetto al governo è forse l’unica forma per interrompere questa regressione della piattaforma pubblica d’informazione e produzione culturale pubblica. E’ giunta l’ora d’impugnare con decisione …il telecomando
Editor

POPULISMI, BALLE E FAKENEWS

 

Il grande fiume delle notizie che scorre nel e dal web appare sempre più come avvolto in una nebbia che impregna ogni oggetto della comunicazione.
Le narrazioni, la creazione di nuovi contesti immaginari molto spesso basati su fake news, questi sono i prodotti di nuova generazione degli spin doctor che si avvalgono delle profilazioni di massa…
La manutenzione, la gestione e il rilancio delle paure è il nuovo “lavoro politico” degli specialisti del consenso.
Di solito questi lavori “sporchi” sono delegati a team di specialisti della manipolazione.
La paura dei migranti è la merce più gettonata, viene alimentata, c’è la preoccupazione che il calo dei flussi di naufraghi faccia crollare la tensione e le paure così importanti per la tenuta dell’audience.
Il fiume di merda che viene alimentato è troppo importante perchè si pensi alla soluzione dei problemi.
Un tempo la struttura organizzativa di un partito aveva un certo numero di persone addette alla stampa e propaganda, alla formazione quadri, ai dipartimenti tematici. Tutto questo ai post partiti non serve più. Le politiche economico sociali sono delegate alla elaborazione delle lobbies.
Ai post partitit servono comitati elettorali sostenuti da lobbies. La elaborazione dei programmi politici è data in outsourcing a think tank. Gli eventi formali, convention, raduni dei fans non hanno nulla a che fare coi tradizionali congressi, sono meeting di propaganda, momenti di sperimentazione del grado di consenso di certe parole d’ordine.
Certo può permanere una struttura di partito tradizionale ma nei fatti non conta quasi più nulla, ciò che conta è la retro cucina del consenso, con gli apparati di profilatori e gestori del consenso nei social .
Queste caratteristiche con profili organizzativi diversi sono proprie di partiti post-moderni come Lega di Salvini e Movimento Cinque Stelle.
Nulla avviene per caso: le stesse bizzarrie come quella del Salvini di portare sempre divise della Polizia di Stato o dei Carabinieri non sono frutto di una mania del leader leghista ma una scelta di comunicazione politica.
Le scene sono un pò penose: raduni di militanti che si autoesaltano durante i discorsi del capo che rilanciano gli items che sono parte intima delle convinzioni profonde recuperate dai loro stessi profili.
Per il Movimento 5 Stelle le dinamiche sono analoghe anche se meno grezze.
Per concludere: viviamo in un’epoca post democratica, le forme partito sono mutate profondamente. L’illusione della partecipazione copre forme di manipolazione profonda basata sui big data ricavati dalla profilazione di milioni di persone.
[ Continua ]

Editor