Riforme costituzionali tese relazioni governo-legislativo in Cile

Santiago del Cile, 18 nov. (Prensa Latina) La Commissione Costituzionale del Senato del Cile invierà oggi alla plenaria una riforma costituzionale per un secondo ritiro dei fondi pensione che mantiene sempre più tesi i rapporti con il governo.

Il giorno prima quella Commissione, che analizza la proposta già approvata a forte maggioranza alla Camera dei deputati, ha ascoltato il parere di rappresentanti di importanti organizzazioni dei lavoratori che chiedevano che l’iniziativa fosse approvata in tempi brevi e senza “scritte in piccolo”.

Al termine di quella seduta, il senatore socialista Alfonso de Urresti, presidente di quel gruppo, ha detto che questo mercoledì proseguirà il dibattito fino a quando la proposta non sarà completamente spedita, la cui approvazione il governo cerca di impedire con ogni mezzo.

Parallelamente, durante un incontro con grandi imprenditori integrati nella Fabril Development Society, il presidente Sebastián Piñera ha affermato che un gruppo di parlamentari sta “abusando di una scappatoia costituzionale” e intende “scrivere una Costituzione parallela senza modificare l’attuale Costituzione. ‘.

Non è passata inosservata questa allusione diretta alla riforma che prevede di autorizzare il secondo ritiro del 10 per cento dei risparmi depositati presso gli assicuratori dei fondi pensione, e il presidente del Senato, Adriana Muñoz, ha ritenuto inaccettabile che il governo intromettersi nelle decisioni del parlamento.

Muñoz ha sottolineato che ci sono state difficoltà nei rapporti con il governo, a causa di un “eccesso permanente di iperpresidenzialismo”, che di fronte a qualsiasi potere che assumiamo in conformità con la Costituzione, ritiene che il parlamento stia assumendo poteri che non ha.

Piñera ha persino minacciato di impugnare la riforma davanti alla Corte costituzionale, alla quale il senatore Urresti ha avvertito che il presidente “ dovrà assumersi la responsabilità di una situazione che chiaramente non corrisponde alla realtà e che cerca semplicemente di evitare una soluzione che aiuti. milioni di lavoratori.

Da parte sua, il ministro portavoce, Jaime Bellolio, ha affermato che i senatori filogovernativi hanno chiesto al governo di presentare un proprio progetto per un ritiro del 10 per cento, ma più limitato rispetto alla proposta attuale e con una tassa sulle persone ad alto reddito.

Questa, invece, è respinta dall’opposizione e dal movimento sindacale che chiedono che la riforma venga approvata senza limitazioni.

Secondo Bellolio, il focus della Valuta “sarà sugli aiuti necessari alle persone più vulnerabili, sul recupero dei posti di lavoro e sull’uscita bene dalla pandemia perché non è ancora finita”.

Ma c’è una delle critiche più ricorrenti del governo, perché in quasi nove mesi di pandemia gli aiuti dati ai più deboli sono stati insufficienti e tardivi, molti dei quali sono stati esclusi, compresa la precaria borghesia cilena. impoverito dalla crisi.