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No a questa Italia incattivita

FONTE SALUTEINTERNAZIONALE

Autore: Gavino Maciocco

L’Italia si è incattivita. La lunga crisi l’ha impoverita materialmente e moralmente, mentre si sono dilatate le diseguaglianze socio-economiche che gli ultimi governi non hanno in alcun modo saputo e voluto mitigare. Così il peso della presenza straniera si è scaricato, quasi ovunque, sugli strati popolari più disagiati della società, quelli che maggiormente hanno patito la crisi. Così hanno avuto buon gioco coloro che hanno indicato negli stranieri i responsabili  della scarsità dei servizi a disposizione.  Ma cosa succederà quando quei cittadini si accorgeranno che la cattiveria praticata e ostentata da parte del Governo contro i migranti non avrà migliorato in alcun modo la loro condizione – l’accesso alla sanità, all’istruzione, alla casa, ai  trasporti -, e neppure la loro sicurezza?


“Avverto i miei lettori: tutti coloro che non si inseriscono nella canea anti immigrazione e contro le Organizzazioni non governative (Ong) saranno soli. In questo momento l’odio verso le Ong e verso gli immigrati non ha pari, magari le mafie avessero avuto contro tutto questo impegno e questa solerzia” (Roberto Saviano, Repubblica, 5 agosto 2017).

“Di questa estate italiana resterà una svolta nel senso comune dominante, dove per la prima volta il sentimento umanitario è finito in minoranza. E ciò peserà sul futuro” (Ezio Mauro, Repubblica, 9 agosto 2017).

“Dietro la riduzione dei salvataggi in mare, ottenuta con il sostegno alle autorità libiche nella loro decisione di limitare l’area d’intervento delle navi impegnate nel soccorso umanitario, si consuma una gravissima e sistematica violazione dei diritti fondamentali delle persone: in mancanza di una via sicura e legale all’Europa, si nega il diritto d’asilo a quanti, costretti alla fuga dalla guerra e dalla fame, non sono messi in condizione di raggiungere i Paesi dove questo diritto possa essere esercitato; con il trattenimento nei centri di detenzione libici i migranti, scampati alle tragedie dei Paesi di provenienza, diventano vittime dei trattamenti inumani e degradanti che in questi luoghi abitualmente si praticano” (Mariarosa Guglielmi, segretario generale di Magistratura Democratica, 20 agosto 2017).

Abbiamo riportato qui alcuni brani tratti dal post, Se il sentimento umanitario finisce in minoranza, pubblicato su Saluteinternazionale il primo settembre 2017 , in cui ricostruivamo le varie tappe che avevano portato agli inizi di agosto del 2017 alla creazione di un “muro” nel Mediterraneo, attraverso il blocco delle navi delle Ong e gli accordi con la LibiaOperazione “tripartisan” che portava la firma del ministro dem Marco Minniti, ma da tempo invocata da Lega (Salvini: Affondare navi Ong) e dal Movimento 5 Stelle (Di Maio: Ong, taxi del Mediterraneo).  Si avvicinavano le elezioni politiche e tutti avevano bene in mente che la questione dei migranti (in tutte le possibili più o meno distorte declinazioni: l’invasione, le malattie, i costi, l’insicurezza, la competizione con gli italiani più poveri, etc) sarebbe stata al centro della contesa elettorale. Infondere la paura degli stranieri a scopi elettorali è ovunque un classico della destra xenofoba, quando non dichiaratamente razzista. È successo con la Brexit, con l’elezione di Trump in USA, di Orban in Ungheria, di Kurz in Austria.  Ed è successo anche in Italia, con la vittoria dei partiti che avevano impugnato le bandiere anti-migranti e anti-Ong.

Quei partiti – Lega e Movimento 5 Stelle – si sono poi trovati a governare il Paese, avendo idee diverse su quasi tutti i temi, tranne che su un punto: la lotta ai migranti e alle Ong. Per questo da quando si è costituito il nuovo governo giallo-verde, l’attacco ai migranti e agli stranieri è diventata una costante – condita di vessazioni, soprusi, discriminazioni – che ha avuto il suo epilogo con l’approvazione del Decreto sicurezza.

Alla base di questa costante c’è naturalmente un calcolo politico: se la politica anti-migranti ha funzionato così bene alle elezioni politiche, perché non continuare a tenere alto il livello della  “Paura” in vista delle prossime scadenze elettorali (amministrative, europee)?

Anche se gli sbarchi sulle nostre coste si sono ridotti al minimo, ogni volta che una qualsiasi imbarcazione di disperati spunta all’orizzonte scatta l’allarme rosso, perché l’ordine del Ministro Salvini è: blocco navale.   Così ai primi di giugno la nave Acquarius di Medici Senza Frontiere con 629 migranti a bordo viene respinta dalle autorità italiane e costretta a un viaggio di tre giorni per approdare al porto spagnolo di Valencia. Blocco navale anche se lo scafo appartiene alla flotta militare italiana, come il caso della Nave Diciotti alla fine di agosto. “È incomprensibile. Anche imbarazzante. La nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano – ha commentato un ufficiale della Marina italiana  – e le viene impedito di ormeggiare in un porto italiano!”.   L’odissea della Diciotti, con 177 migranti a bordo, è durata 10 giorni: 5 in attesa che venisse deciso in quale porto farla attraccare e altri 5 ormeggiata nel posto di Catania, con il divieto di sbarco. La portavoce dell’Unhcr Carlotta Sami osservava: “Le persone a bordo hanno subito abusi, torture, sono vittime di tratta e traffico di esseri umani. Hanno bisogno urgente di ricevere assistenza e diritto a chiedere asilo. Un diritto fondamentale, non un crimine“.  Alla fine per trovare una soluzione a questo incredibile sopruso sono dovuti intervenire nell’ordine: il Presidente della Repubblica, Il  Papa, e un magistrato di Agrigento che ha aperto un’inchiesta contro il Ministro dell’Interno per sequestro di persona e altri gravi reati (vedi questo articolo).

Oltre la campagna di mare, il governo giallo-verde a trazione leghista ha ingaggiato la campagna di terra contro i migranti e gli stranieri in generale. Salvini aveva promesso in campagna elettorale il rimpatrio di 600 mila clandestini. Dopo le elezioni ha dovuto ammettere che era un obiettivo troppo ambizioso. Bisognava trovare un’alternativa per tenere alto il livello dello scontro.  Ed ecco che la Sindaca leghista di Lodi – apertamente sostenuta da Salvini – si inventa un’odiosa forma di apartheid nelle mense scolastiche, una vessazione contro i bambini stranieri così odiosa da provocare una reazione popolare. Ed ecco che nel mirino entra Mimmo Lucano, sindaco di Riace, artefice di un progetto di accoglienza-integrazione dei migranti e di ripopolamento di territori abbandonati, noto e apprezzato in tutto il mondo.  La magistratura gli ha contestato dei reati e subito dopo è partito l’assalto del Ministero dell’interno, che ha ordinato la chiusura del progetto e la deportazione (poi rimangiata) degli stranieri presenti. Sindaci di grandi città, da Milano a Parigi, hanno ringraziato e sostenuto l’ormai esule ex Sindaco di Riace. Anche Milena Gabanelli ha aggiunto il suo sostegno: “Lucano è stato esemplare”.

La lotta senza quartiere alle Ong rappresenta un capitolo a parte nella politica italiana anti-migranti perché se l’Europa tutta si è dimostrata totalmente sorda nei confronti delle sofferenze dei migranti provenienti dall’Africa, l’Italia è stata l’unico paese ad attaccare le Ong, a calpestare il loro ruolo, la loro funzione umanitaria e, alla fine, la loro reputazione-credibilità (essenziale per la loro stessa sopravvivenza). Questa ignobile operazione è stata resa possibile anche per il supporto fornito dalla Procura della Repubblica di Catania che periodicamente avviava con enorme risalto mediatico inchieste sulle Ong, che sembravano fatte apposta per screditarle agli occhi dell’opinione pubblica (e quindi per dare una qualche giustificazione agli attacchi del Governo), come l’ultima di questi giorni relativa al presunto pericolo infettivo dei rifiuti (indumenti e avanzi di cibo) rilasciati dalle navi di soccorso.  Questo il commento al riguardo di Enrico Mentana: “Il procuratore di Catania Zuccaro era partito un anno e mezzo fa con la denuncia di un complotto tra Ong e trafficanti di uomini, ai fini anche di minare l’economia italiana e non è riuscito a cavare un ragno dal buco. Ora parte con una nuova battaglia contro Medici senza Frontiere che seminerebbe malattie attraverso i rifiuti delle sue navi di migranti. Se alla fine di questo viaggio nelle accuse senza riscontro dovesse finalmente indagare su chi invece semina intolleranza e paura, rischierebbe di incriminare sé stesso” (Facebook, 20 novembre alle ore 16:32).

Prima di arrivare all’epilogo di questo excursus sulle “cattiverie” del governo giallo-verde che nonostante ciò (o forse proprio per questo) raccoglie – secondo quanto rilevano i sondaggi – un consenso maggioritario nel Paese, riportiamo due fatti apparentemente minori del comportamento discriminatorio e vessatorio di cui hanno dato prova i parlamentari della maggioranza nel corso della discussione sulla manovra economica.

  1. Il Movimento 5 Stelle nella Commissione Bilancio della Camera aveva proposto di inserire un emendamento che prevedeva la concessione di contraccettivi gratis per gli under 26, inclusi i beneficiari di protezione internazionale o richiedenti asilo,  nonché per le donne che avessero effettuato entro i 12 mesi precedenti un’interruzione di gravidanza. Ma avendo la Lega posto il veto per l’inclusione dei migranti l’emendamento è stato prontamente ritirato.  Così per vessare i migranti, si è tolto un beneficio agli italiani. (vedi Preservativi gratis ai migranti, frenata del M5S su Rai News) .
  2. È stato deciso di introdurre una tassa dell’1,5% su ogni bonifico via money transfer, ovvero sulle rimesse dei lavoratori immigrati regolari. Un’autentica vigliaccata che colpisce chi sostiene i propri parenti (a casa loro) (vedi La stangata sulle rimesse degli immigrati su LA7).

Arriviamo infine all’epilogo, l’approvazione del Decreto Sicurezza, un vero condensato di “cattiverie” ai danni dei migranti, i cui contenuti sono ben riassunti e commentati nel post di Andrea Lopes Pegna e Ugo Caffaz, Con il decreto sicurezza aumenta il razzismo. Qui mi limito a riportare le conclusioni di Mario Morcone, ex capo di gabinetto del Ministero dell’interno: “È un decreto che non raggiungerà in nessun modo l’obiettivo che il legislatore si è posto: cioè più sicurezza nel nostro paese”. Per Morcone l’abolizione della protezione umanitaria creerà migliaia di irregolari che non potranno essere rimpatriati e inoltre “lo smantellamento dello Sprar determinerà nuove forme di marginalità, derive di esclusione sociale che inevitabilmente renderanno più fragili le persone che arriveranno in Italia e aumentando il rischio di conflitti”. (Ascolta l’intera intervista di Morcone alla Voce.it)

Brevi conclusioni

L’Italia si è incattivita. La lunga crisi l’ha impoverita materialmente e moralmente, mentre si sono dilatate le diseguaglianze socio-economiche che gli ultimi governi non hanno in alcun modo saputo e voluto mitigare (e per questo sono stati giustamente puniti dagli elettori). Così il peso della presenza straniera si è scaricato, quasi ovunque, sugli strati popolari più disagiati della società, quelli che maggiormente hanno patito la crisi. Così hanno avuto buon gioco coloro che hanno indicato negli stranieri i responsabili – i capri espiatori – della scarsità dei servizi a disposizione (e per questo sono stati premiati dagli elettori).  

Ma cosa succederà quando quei cittadini si accorgeranno che la cattiveria praticata e ostentata da parte del Governo contro i migranti e gli stranieri non avrà migliorato in alcun modo la loro condizione – l’accesso alla sanità, all’istruzione, alla casa, ai servizi di trasporto -, e neppure la loro sicurezza? Diventeranno buoni o ancora più cattivi?

Risorse

  1. A proposito del Decreto Sicurezza: Appello dei Medici, Farmacisti, Biologi ed Infermieri pratesi per il diritto alla salute di tutti. 16 Novembre 2018. [PDF: 88Kb]
  2. Lettera delle organizzazioni medico-umanitarie al Parlamento. Simmweb.it, 25.10.2018