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Bologna, da mesi senza stipendio: la lunga estate di lotta dei lavoratori della “Mr. Goodliving”

FONTE  CONTROLACRISI

Da tre mesi senza stipendio e con la buchetta delle lettere piena di ingiunzioni di pagamento dell'affitto pena lo sfratto o il pignoramento dei beni. E' la situazione in cui si trova una mamma (sola), con tre figli a carico, e alle dipendenze della  Mr.Goodliving, azienda di pulizie con appalti in vari uffici (dall'Universita' a quelli privati di Unifica, Allianz banc, Cipia). E non e' da sola: in tanti condividono il suo stesso dramma. L'azienda conta una ottantina di addetti e almeno "la meta'" si e' rivolta alla sindacato di base Sgb stufa di aspettare stipendi che non arrivano. Perche' gli addetti "pur continuando a lavorare nei servizi avuti in carico, non hanno percepito gli stipendi di aprile, maggio, giugno, ne' la 14esima mensilita'", segnala Valentina Delussu, di Sgb.

Il sindacato di base per domani ha ottenuto un tavolo in Citta' metropolitana dove si aspetta risposte fin qui non avute e soprattutto rassicurazioni sullo sblocco delle paghe. "Al tavolo, convocato dalla Citta' Metropolitana, parteciperanno anche la
Regione, il Sindaco di Castenaso e l'azienda", riferisce Delussu. Fin qui di risposte (soprattutto sui motivi della chiusura del
rubinetto degli stipendi) ne sono arrivate poche: "L'azienda persiste nel negare le retribuzioni nonostante gli scioperi e le iniziative". Gli addetti si sono fermati e hanno incrociato le braccia la settimana scorsa e lo rifaranno domani. In pratica,
verranno assicurati i turni di pulizia del mattino fino a mezzogiorno poi scattera' un nuovo sciopero e un presidio in via Zamboni dalle 14 in attesa dell'esito del tavolo in Citta' metropolitana in base al quale decideranno se "procedere nelle lotte". Quelli di Mr.Goodliving sono lavoratori con il contratto Multiservice e una paga mensile media di 7-800 euro, quindi non possono restare a lungo senza. Ci sono "mariti e mogli dipendenti della medesima azienda, madri single con mutuo a carico, lettere di sfatto e di pignoramento in arrivo... la situazione sta diventando drammatica", avverte Delussu.

Intanto, oggi si sono fatti sentire, anche loro con un presidio, i lavoratori dell'impianto Omc di Trenitalia (ex Ogr) in via Casarini a Bologna chiamati a raccolta da da Fit-Cisl, Filt-Cgil, Ulitrasporti e Orsa. Dal prossimo 1 gennaio 2018, infatti, le attivita' dello storico impianto Omc di Trenitalia si trasferiranno e ad oggi i sindacati non hanno nessuna informazione sul destino di circa 30 lavoratori, attualmente impiegati in officina nelle pulizie e attivita' accessorie in appalto, al momento dipendenti dalla cooperativa Domino Multiservice. Il presidio e' stato partecipato e sostenuto dagli addetti dell'Omc, ma non ha ottenuto le risposte sperate.
"Non siamo stati ricevuti e allora- spiega Silvano De Matteo della Cgil- con oggi parte una vertenza. A ottobre avremo un incontro specifico sul trasloco dell'Omc al Lazzaretto e in quella sede chiederemo al committente (Trenitalia, ndr) di garantire il destino degli addetti alle pulizie". Un altro incontro con Domino verra' sollecitato a fine agosto e il sindacato non esclude una nuova iniziativa di lotta con sciopero se permenesse la 'nebbia' sulle sorti di 30 lavoratori "che sono preoccupatissimi", sottolinea il funzionario della Cgil: se anche loro non si trasferiscono rischiano di restare a caso dato che pare difficile ricollocarli su altri appalti.