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Articolo di Nadia Urbinati

Pubblicato su Strisciarossa.it

 

L’Enciclopedia Treccani ci dà questa definizione di “stato di diritto”:
“Forma di Stato di matrice liberale, in cui viene perseguito il fine di controllare e limitare il potere statuale attraverso la posizione di norme giuridiche generali e astratte. L’esercizio arbitrario del potere viene contrastato con una progressiva regolazione dell’organizzazione e del funzionamento dei pubblici poteri, che ha come scopo sia la «diffusione» sia la «differenziazione» del potere, rispettivamente, attraverso istituti normativi (unicità e individualità del soggetto giuridico; eguaglianza giuridica dei soggetti individuali; certezza del diritto; riconoscimento costituzionale dei diritti soggettivi) e modalità istituzionali (delimitazione dell’ambito di esercizio del potere politico e di applicazione del diritto; separazione tra istituzioni legislative e amministrative; primato del potere legislativo, principio di legalità e riserva di legislazione; subordinazione del potere legislativo al rispetto dei diritti soggettivi costituzionalmente definiti; autonomia del potere giudiziario), comunemente considerati come parti integranti della nozione di Stato di diritto”. (Leggi quiApre in una nuova finestra la definizione completa)

Chi governa sta sotto la legge e non sopra

Nei paesi anglosassoni l’espressione è forse meglio resa: lo stato di diritto si chiama “the rule of law” – è la legge che governa; i governanti stanno “sotto” non sopra la legge e non la deturpano a loro piacere o secondo le loro convenienze di partito, di maggioranza o di audience. Il governo Lega-5stelle è parzialmente fuori dello stato di diritto, in violazione del governo della legge. Lo è non tanto per le esternazioni e i comportamente dei ministri – la dimensione della pubblicità li fa essere burattini e burattinai di un circo equestre: al mare a fare bacetti con la fidanzata o in spaggia a torso nudo genuflessi ad adorare la venere sotto un bichini (Salvini ama mostrarsi a torso nudo come Mussolini). Ma non è questa la dimensione da considerare quando vogliamo vedere in atto la violazione dello stato di diritto.

Verso uno stato di polizia

Andiamo al DL sicurezza bisApre in una nuova finestra su immigrazione e ordine pubblico, una falcata poderosa verso uno stato di polizia, che assegna al ministero degli Interni un ruolo preponderante nel decidere sulle libertà di tutti, cittadini e non. Il decreto prevede un’ulteriore criminalizzazione del soccorso in mare, la riforma del codice penale, maggiori finanziamenti per i rimpatri e l’estensione dei poteri delle forze di polizia. Litigiosi su quasi tutto, il MoVimento e la Lega si sono trovati in amorevole accordo su questo decreto proto-autoritario, che prevede multe per ogni persona soccorsa in mare e la sospensione o revoca della licenza di nagivazione, che toglie al ministero delle Infrastrutture tutte le pertinente della navigazione assegnando all’Interno il potere di vietare o limitare il transito o la sosta nelle acque territoriali per motivi di ordine pubblico.

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