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Maurizio Landini ha preso in mano la ultracentenaria Cgil con la forza di un tornado, ma la sua non è una forza distruttrice. Si potrebbe parlare di sindacato del cambiamento se non fosse che chi usa questo sostantivo in politica è un gattopardo che vuole cambiare tutto per non cambiare niente, come fa il governo gialloverde o giallonero che dir si voglia con le politiche economiche, liberiste erano e liberiste restano. Landini vuole bene alle persone che rappresenta, ha con loro una connessione sentimentale per dirla con Antonio Gramsci.

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Di fronte ai rischi nell'affrontare un processo per la vicenda della nave Diciotti il coraggioso Capitano se la da a gambe.
Meglio non rischiare, sarebbe difficile spiegare le ragioni del sequestro dei naufraghi per giorni sulla nave della Guardia Costiera italiana.
L'ultima trovata per trovare uno straccio di giustificazione riguarda la presunta presenza di terroristi islamici nascosti tra i naufraghi. I n questo caso, a maggior ragione, il ministro doveva sbarcare immediatamente  e identificare con precisione i naufraghi in modo da identificare gli eventuali terroristi o spacciatori…
Dopo le eroiche dichiarazioni di qualche giorno fa nelle quali  il Comandante ribadiva  di volere andare a tutti i costi a  processo, che non intendeva sottrarsi in alcun modo al giudizio della magistratura,   ieri ha cambiato  improvvisamente idea. I consigli di consulenti legali di fiducia l'hanno dissuaso a fare lo sbruffone, verosimilmente la preoccupazione di una eventuale condanna hanno indotto il dietrofront e la richiesta di solidarietà a tutto il governo.
Questa giravolta ha messo nei guai i M5S . Ora il giochetto è scoperto: devono condividere tutte le responsabilità del ministro. Non si possono più nascondere: hanno anche loro una responsabilità rispetto alle nefandezze compiute dal ministro degli interni.
Per gli elettori in buona fede del M5S è giunto il momento per una serie riflessione sul vicolo cieco in cui si sono infilati con il Contratto. Il "sequestro" dei naufraghi della nave Diciotti non era previsto … nel Contratto…

G.R.

FONTE NUJ 

29 gennaio 2019

La proficua legislazione volta a contrastare la criminalità all'estero creerà nuovi pericoli per i giornalisti e comprometterà la libertà di stampa, ha avvertito il NUJ.

Nonostante i ripetuti avvertimenti del sindacato sui pericoli contenuti nella legge sul crimine del governo (Overseas Production Orders), il governo ha insistito con il disegno di legge, che raggiungerà la sua fase di relazione in Parlamento domani, mercoledì 30 gennaio.

La legge sul crimine (Overseas Production Orders) consentirà al governo del Regno Unito di concludere accordi con i governi stranieri in modo che possano richiedere l'accesso alle informazioni archiviate nel Regno Unito. Questi nuovi poteri non saranno accompagnati da salvaguardie per i giornalisti che lavorano nel Regno Unito o per i giornalisti che vivono in esilio.

Da settembre il NUJ ha incontrato una serie di parlamentari che sottolineano come il progetto di legge non rispetti le salvaguardie di base contenute nel Police and Criminal Evidence Act (PACE) 1984 e le autorità hanno già ampi poteri di sorveglianza definiti nelle Potenze investigative Act (IPA) 2016. Questo nuovo disegno di legge consente alle autorità di accedere al contenuto delle comunicazioni elettroniche dei giornalisti e rappresenta un'ulteriore erosione dei diritti fondamentali alla privacy e alla libertà di espressione.

Michelle Stanistreet , segretario generale della NUJ, ha dichiarato:

"Questo governo conservatore ha ripetutamente dimostrato il suo disprezzo per il giornalismo e il disprezzo per la libertà di stampa, introducendo inesorabilmente nuove leggi e poteri che minano e compromettono la capacità dei giornalisti di svolgere il loro lavoro con integrità e sicurezza.Questo governo ha cercato di limitare la libertà esistente della legge sull'informazione, ha introdotto la legislazione sulla sorveglianza draconiana, ha cercato di rendere più facile perseguire i giornalisti riformando la legge sui segreti ufficiali e ora sta spingendo una legislazione che trascura le poche protezioni legali che ci sono per materiale e fonti giornalistiche. Ufficio per rinunciare al contenuto delle nostre comunicazioni elettroniche a governi stranieri.Quindi non dubitiamo - questo governo sta orchestrando un ambiente legale deliberatamente ostile per tutti i giornalisti ".

 

Lo scempio della nave SEA WATCH bloccata alla rada con 49 ostaggi-naufraghi a bordo, gli atti sempre più ossessivi del ministro degli interni sono la cifra di questa fine del mese di gennaio 2019.
Un argomento importante, la gestione dei flussi migratori,  per il momento non più prioritario, viene enfatizzato come fosse l'inizio e la fine di tutti i problemi di questo povero e disgraziato paese.
I dati dei flussi migratori sono crollati. Sulla enfatizzazione dei flussi migratori , " siamo invasi", si vuole continuare ad alimentare una tensione inautentica ed una polarizzazione dell'opinione pubblica utile per la campagna elettorale leghista per le elezioni europee del 26 maggio.
In questa rappresentazione delirante della realtà Salvini e Di Maio vorrebbero continuare fino maggio e forse oltre. Mentre si polarizza giustamente l'attenzione sullo scempio delle politiche del ministro dell'interno verso i migranti circa centomila ragazze e ragazzi se ne sono andate e andati dall'Italia per cercare opportunità di lavoro anche molto qualificate all'estero.
I provvedimenti del reddito di cittadinanza e quota 100 molto ridimensionati rispetto alle promesse elettorali saranno forse l'unico atto di governo nei prossimi mesi.
I cinque stelle perderanno molti consensi perchè la linea "governativa" di Di Maio ha svuotato l'impianto ideologico che in qualche misura aveva convinto fascie di elettorato non di destra a votarli, come atto di fiducioso "investimento".
Ora questo "investimento" si è volatilizzato per l'adattamento del M5S alle politiche salviniane.
Bisogna ricominciare a parlare dei problemi da risolvere nel breve e medio periodo.
Non voglio ripetere l'elenco: occupazione e nuovi lavori da sviluppare con investimenti strategici, riassetto ambientale, strategie di riorganizzazione del sistema dei pubblici servizi, ecc
L'imperativo è cominciare a rimettere in agenda queste priorità e mantenere al contempo una presenza forte per contrastare la deriva disumana delle politiche del ministro degli interni contro gli immigrati.

Gino Rubini, editor di Onde Corte