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FONTE ARTICOLO21

Tagli! Tagli! Tagli! Tagli all’editoria! L’attuale Governo dice di aver raggiunto il suo obiettivo cercando di far credere ai cittadini che è un risparmio per le casse dello Stato. E’ tra le più grandi fakenews che esperti di mistificazione hanno impacchettato e servito come amaro regalo di Natale a 10mila persone che lavorano nelle 150 testate mirate e colpite da questa legge di bilancio già sbilanciata, a dir poco, nell’impostazione. Esultare per questo obiettivo raggiunto, invece, vuole dire danzare in modo macabro sulla pelle delle famiglie di 10mila persone. Vuol dire anche sottrarre occupazione ad un settore che garantisce pluralismo e democrazia, quello della libera editoria, appunto. Vuol dire attentare alla nostra Costituzione, in particolare all’articolo 21 sulla libertà di informazione.

...continua a leggere "ControCorrente: unico motivo dei tagli, imbavagliare l’informazione"

Pubblichiamo in italiano questa lettera del 30 Novembre 2018 tradotta e diffusa dal Comitato Italiano  Lula Livre

FONTE PRESSENZA.COM

Compagne e compagni,

Dal profondo del mio cuore vi ringrazio per tutto ciò che avete fatto  durante la campagna elettorale così difficile che abbiamo vissuto, assolutamente fuori dalla normalità democratica. Voglio estendere il mio abbraccio e la mia gratitudine a tutti i membri del nostro partito per la loro generosità e il coraggio mostrati nella campagna più sordida che sia mai stata fatta contro un partito politico in questo paese.

Ringrazio il mio collega Gleisi Hoffmann e la nostra intera leadership nazionale per aver tenuto unito il Partito dei Lavoratori (PT) in tempi così difficili; per aver sostenuto la mia candidatura sino a che è stata possibile e per essersi pienamente impegnato, con grande forza, nella candidatura del professore Fernando Haddad.

Ringrazio il nostro compagno Fernando Haddad per avergli dato tutto il cuore per la missione che gli abbiamo affidato. Ha affrontato con dignità le bugie, la violenza e il pregiudizio. Ha concluso la campagna elettorale come leader brasiliano riconosciuto a livello internazionale.

Ringrazio la nostra compagna Manuela D’Avila, candidata alla vicepresidenza, e tutti i partiti che ci hanno accompagnato con grande lealtà in questo viaggio.

Saluto i quattro governatori che abbiamo eletto, in particolare Fatima Bezerra, così come quelli che non hanno ottenuto la rielezione ma non hanno rinunciato alla lotta per i nostri ideali. Saluto i senatori, i rappresentanti eletti e tutti coloro che generosamente hanno sostenuto i candidati.

La vostra lotta straordinaria ci ha portato a raggiungere 47 MILIONI DI VOTI al ballottaggio. Nonostante tutte le persecuzioni, tutte le trame che hanno fatto contro di noi, il PT rimane la più grande e importante forza popolare in questo paese. E questo ci mette di fronte a immense responsabilità.

Il popolo brasiliano ci ha dato la missione di mantenere viva la fiamma della speranza, che significa difendere la democrazia, il patrimonio nazionale, i diritti dei lavoratori e le persone che hanno più bisogno. Tutto ciò è minacciato dal futuro governo, che mira ad aggravare le battute d’arresto messe in atto da Michel Temer dopo il colpo di stato che ha costretto alle dimissioni Dilma Rousseff nel 2016.

Questa non è stata un’elezione normale. Sono stato condannato e imprigionato, in una farsa giudiziaria che ha scandalizzato i giuristi di tutto il mondo, per impedire la mia candidatura. 

L’Alta corte elettorale ha infranto la legge e disobbedito alla decisione dell’Onu, riconosciuta sovranamente in un trattato internazionale, per impedire la mia candidatura alla vigilia delle elezioni.

Il nostro avversario ha creato una fabbrica di bugie negli inferi di Internet, orientato dagli agenti degli Stati Uniti e finanziato con risorse di dimensioni sconosciute ma certamente gigantesche. È semplicemente vergognoso per il paese e per la Corte elettorale che i verbali elettorali siano stati approvati di fronte a tante prove di frode e corruzione. È un’ulteriore dimostrazione della selettività del sistema giudiziario nel perseguire il PT.

Se qualcuno avesse avuto  dei dubbi sull’impegno politico di Sergio Moro contro di me e contro il nostro partito, li avrà dissipati dopo la sua decisione di essere ministro della giustizia di un governo che ha aiutato a eleggere con la sua inchiesta parziale. Moro non è diventato il politico che ha affermato di non essere, semmai è uscito dall’armadio dove aveva nascosto la sua vera natura.

Non ho dubbi che il Ministero della Giustizia proseguirà nella criminalizzazione del PT e dei movimenti sociali usando i metodi arbitrari e illegali dell’inchiesta sulla corruzione perché questo è il principale scopo di  Jair Bolsonaro. Dobbiamo prepararci per ulteriori attacchi, che sono già iniziati, come abbiamo visto nelle nuove azioni, operazioni e accuse realizzate nel primo mese dopo le elezioni.

Jair Bolsonaro si è presentato al paese come candidato anti-sistema ma in realtà è il peggior rappresentante di questo sistema. Era sostenuto dai banchieri, dai proprietari di fortune immense; è stato protetto dalla tv Rede Globo e dagli altri media, è stato sponsorizzato dai proprietari terrieri, è stato finanziato dal Dipartimento di Stato americano e dal governo Trump, è stato sostenuto da ciò che è nascosto nel parlamento nazionale, è stato favorito da ciò che è più reazionario nel sistema giudiziario; era il vero candidato del governo di Temer.

Non ha avuto il coraggio di partecipare ai dibattiti pubblici durante la campagna elettorale del secondo turno per mettere a confronto le sue idee sull’economia, lo sviluppo, la creazione di posti di lavoro, le politiche sociali, la politica estera ed eseguirà un programma ultraliberale, di privatizzazioni che non è stato presentato agli elettori e molto meno approvato nei sondaggi.

Ha sfruttato la disperazione delle persone per la violenza comune; la loro indignazione per la corruzione e la delusione per i politici ma non ha risposte concrete a nessuna di queste sfide. Innanzitutto perché la sua proposta di sicurezza consiste nell’ armare le persone, il che aumenterà solo la violenza. Secondo, perché l’indagine sulla corruzione di Sergio Moro ha premiato i corrotti e i corruttori della Petrobrás (la compagnia petrolifera nazionale, ndt). La maggior parte degli indagati è stata rilasciata o è agli arresti domiciliari nel pieno possesso delle fortune rubate. Bolsonaro è, in realtà, il rappresentante del sistema politico tradizionale, che controlla l’economia e le istituzioni del Paese. Le stesse persone che hanno eletto Bolsonaro lo giudicheranno ogni giorno per le promesse che non realizzerà e per quello che accadrà nel nostro paese. 

Dobbiamo essere pronti a continuare a costruire, con le persone, le vere soluzioni per il Brasile, perché credo che, per quanto ci provino, non saranno in grado di distruggere il nostro paese.

Il PT è nato durante gli ultimi anni della dittatura stando all’opposizione, per difendere la democrazia e i diritti delle persone, in tempi ancora più difficili di oggi. Questo è ciò che dobbiamo fare di nuovo, con il sostegno dei nostri 47 milioni di voti, con la responsabilità di essere il più grande partito politico del paese.

E come dice Gleisi, non dobbiamo scusarci per essere grandi, se è stato l’elettore a decidere. Vogliamo e dobbiamo agire insieme con tutte le forze della sinistra, del centro-sinistra e del campo democratico, in un esercizio quotidiano di resistenza.

Dobbiamo tornare in strada, nelle fabbriche, nei quartieri e nelle baraccopoli, per parlare la lingua delle persone, per ricollegarci alle basi, come ha detto Mano Brown*. Non possiamo temere il futuro perché sappiamo che l’impossibile non esiste.

Fino al giorno del nostro reincontro vi lascio il mio grande abbraccio,

Luiz Inácio LULA da Silva

*Mano Brown-rapper brasiliano. Ha sostenuto Haddad-Manuela al ballottaggio.

 

 

FONTE R/PROJECT

di Daniel Gatti

America latina: là dove i predicatori si impongono, l’egemonia é pentecostale

In guerra dichiarata contro qualsiasi movimento di emancipazione, l’evangelismo conservatore ha il vento in poppa sulla scena politica regionale. Capace di influire sull’agenda legislativa e sul dibattito politico attraverso tutto il continente, l’evangelismo non si limita a minacciare i diritti umani: é pure una sfida per una sinistra che non sa più rivolgersi alla sua propria base sociale.

“Esiste un nuovo intreccio tra il religioso ed il politico che la sinistra nel mondo e in modo particolare in America latina non sa cogliere. Il successo del neopentecostalismo conservatore é un esempio chiarissimo di questa nuova forma di intreccio che ha attecchito in modo assai importante nei settori popolari.” Per l’antropologo uruguayano Nicolàs Guigou, l’attuale successo di questi gruppi religiosi che si sono convertiti in poco tempo in protagonisti centrali della vita politica di tanti paesi di questa regione “é un fenomeno che dovrebbe interrogare a fondo i gruppi, le organizzazioni, i movimenti sociali che aspirano a cambiare le cose con la partecipazione dei settori popolari e di quelli più vulnerabili”. Lo stesso vale per il mondo accademico, “per esempio per i politologi”. La politica sta perdendo senso e significato in ampie frange della popolazione, dice Guigou a “Brecha”. “C’é un gran deficit del politico, un gran vuoto che, da qualche tempo in qua, i predicatori e le predicatrici pentecostali stanno colmando con il loro discorso”.

Non sono una novità, ma…

“La presenza di chiese evangeliche in America latina non é una novità. Ciò che é nuovo é il successo, il radicarsi della loro versione pentecostale conservatrice”, sostiene come tanti altri il sociologo boliviano Julio Còrdova Villazòn, specialista di questo ramo del protestantesimo. In un articolo apparso nel novembre del 2014 sulla rivista “Nueva Sociedad”, Còrdova segnala i cambiamenti intervenuti dall’inizio del secolo scorso. A quell’epoca, la loro “agenda” era liberale ed essenzialmente improntata sulla questione della separazione della chiesa cattolica e dello stato secondo il principio dell’artigliere che deve trovare lo spazio per esistere. Oggi invece, in fase di crescita e con un cattolicesimo in crisi, gli evangelici cercano di conquistare sempre più peso sulla scena politica tramite la creazione di partiti propri, grazie ad alleanze con altri, con lo sviluppo di una fittissima rete di mezzi di comunicazione e la moltiplicazione dei movimenti di difesa dei “valori morali cristiani”. Il tutto agevolato da consistenti, anche se poco santi, capitali.

Cordòva individua quattro tappe dell’espansione evangelica in America latina: “la lotta per la libertà di coscienza alla fine dell’ottocento ed agli albori del novecento; la polarizzazione ideologica durante gli anni 1960 e 1970; l’emergenza di partiti evangelici nei due decenni successivi; quella della ri-democratizzazione e, quale quarta fase, l’apparizione di movimenti in favore della famiglia con principi morali molto severi all’inizio del ventunesimo secolo”.

Durante la seconda di queste tappe, una parte molto minoritaria degli evangelici raggiunse i settori cattolici progressisti che stavano sviluppando la teologia della liberazione ed alcuni di loro parteciparono a dei movimenti di guerriglia di sinistra. “Però, sostiene il sociologo, la maggioranza assunse un atteggiamento passivo che finì per legittimare le dittature militari, considerate come la migliore delle opzioni”. ...continua a leggere "AMERICA LATINA: L’EGEMONIA E’ PENTECOSTALE"

 

FONTE RAIAWADUNIA

“Avevo una gamba rotta, avevo la febbre a causa della frattura e delle ferite, ma mi violentavano lo stesso. Anche nelle condizioni precarie in cui mi trovavo, ferita e sporca, dopo mesi senza potermi lavare. Ci stupravano davanti ai nostri figli piccoli e loro non potevano neanche piangere l’orrore di cui erano vittime. Ci terrorrizzavano sempre e ci dicevano che se non riuscissimo a far smettere di piangere i bambini loro li  avrebbero ammazzati.”

“I carcerieri ci picchiavano con una tale brutalità, a volte  fino a quando non avevano più la forza di farlo. Dentro la prigione non potevamo parlare, a volte neanche muovere le labbra senza pronunciare parole. Di giorno ci picchiavano e di notte venivano a violentarci. Non eravamo più persone. Non eravamo niente ai loro occhi. Ci davano scariche elettriche dopo averci violentato, ci bruciavano lasciandoci scottature tremende, bruciavano anche i bambini”

” I libici sono entrati nel magazzino dove eravamo stati stipati come animali  e hanno deciso di portare via con loro una bambina di sei anni, strappandola alla madre che implorava pietà supplicando loro che non gliela portassero via. Per tutta la notte la piccola è stata violentata dai carcerieri e quando è stata restituita alla madre era  ormai irriconoscibile: Aveva gli occhi bianchi, senza colore, era priva di coscienza, piena di lividi, ferita e sanguinante.  Io e le altre  prigioniere abbiamo ripulito il corpo della piccola con i nostri vestiti e, strappandoci un pezzo di stoffa ciascuna, l’abbiamo rivestita. La bambina sembrava morta,  respirava piano. Sua madre era ormai completamente impazzita e dalla disperazione si graffiava il  volto e il corpo, piangeva e si strappava i  capelli. Provavamo tanta pietà per lei, che era riuscita quasi fino alla fine di quell’inferno a proteggere la bimba dalle violenze sessuali, subendole lei al suo posto. Durante il viaggio in mare la madre della piccola si è lasciata cadere in mare ed è scomparsa tra le onde. La bambina l’avevamo adagiata sul gommone. Abbiamo custodito noi il suo corpo esanime per tutto il viaggio e quando siamo stati salvate da una nave italiana, dopo tre giorni alla deriva, ci hanno  portato a Lampedusa e lei è stata soccorsa per prima. Ci hanno soltanto detto che era ancora viva e ho pianto di gioia. “

 

da FAMIGLIA CRISTIANA

 

Fonte Ituc 

 

 

Michael O'Leary è stato proclamato vincitore del peggior capo del mondo al 4 ° Congresso mondiale della Confederazione sindacale internazionale a Copenaghen. L'ITUC, che rappresenta 207 milioni di lavoratori, si riunisce a Copenaghen con oltre 1200 delegati provenienti da 132 paesi.

I dieci uomini che hanno riempito la shortlist del 2018 gestiscono aziende con modelli di business che sfruttano i lavoratori attraverso bassi salari, lavori precari che negano i diritti delle persone di formare e unirsi a un sindacato e di contrattare collettivamente. Invece di assumersi la responsabilità dei lavoratori sui quali fanno affidamento per i loro profitti, le aziende stanno esternalizzando i rischi del lavoro ai lavoratori stessi in falsi contratti di lavoro autonomo.

Sharan Burrow, Segretario Generale, Confederazione internazionale dei sindacati ha detto

"Stiamo prendendo la lotta per i diritti dei lavoratori per queste società una per una e stiamo vincendo. Aziende come Marriott che questa settimana hanno raggiunto un accordo provvisorio con Unite, ponendo fine al più grande sciopero degli hotel multi-città negli Stati Uniti. Aziende come Samsung che ora hanno aperto una conversazione con i sindacati. Stiamo notando che aziende come Amazon notano che continuando a trattare i lavoratori come i robot e negando ai loro sindacati i loro diritti sindacali, il loro potere monopolistico verrà spezzato.

"Il vincitore del 2018 va a un uomo che negli ultimi 30 anni ha detto" l'inferno si congelerebbe "prima che ci fossero sindacati nella sua compagnia. Un uomo che ha costruito la sua azienda su un modello economico a basso costo, a basso costo, che sfrutta i lavoratori. Chi dice che la flessibilità è la chiave del suo successo. Un uomo che ha licenziato i lavoratori che volevano organizzarsi in sindacato. Un uomo che ha affrontato i più grandi scioperi della sua storia quest'anno ".

Stephen Cotton, segretario generale della Federazione internazionale dei lavoratori dei trasporti ha detto

"Non sorprende che Michael O'Leary sia stato nominato il peggior capo del mondo nel 2018. Ha promosso pratiche di lavoro sleali dall'inizio di Ryanair. Ci sono stati nove scioperi in Europa, come hanno detto abbastanza gli uomini e le donne che lavorano per la compagnia aerea - non accettiamo più questo trattamento. Le persone vogliono dignità sul posto di lavoro e l'ITF farà tutto il possibile per lottare per il diritto dei lavoratori di Ryanair e per ottenere buoni accordi collettivi di contrattazione.

"Un anno fa Ryanair ha accettato di riconoscere i sindacati - e ora abbiamo il 50% di riconoscimento o dialogo. C'è il 50 percento da percorrere e non ci fermeremo finché ogni lavoratore avrà diritti, un lavoro dignitoso e condizioni di lavoro sicure. Con questo premio, il movimento sindacale globale sta inviando un messaggio a Michael O'Leary - stiamo arrivando per assicurarci che i tuoi lavoratori abbiano dignità, rispetto di sé, salute e sicurezza sul lavoro ".

Il sondaggio World Worst Boss del 2018 ha incluso: 
-  Jeff Bezos, CEO Amazon.com 
-  Vincent Bolloré, Presidente e CEO Bolloré 
-  Ivan Glasenberg, CEO Glencore 
-  Dara Khosrowshahi, CEO Uber 
-  Lee Kun-hee, Presidente Samsung Group 
-  Doug McMillon, Presidente e CEO Walmart Inc. 
-  Michael O'Leary, CEO Ryanair 
-  Will Shu, co-fondatore e CEO Deliveroo 
-  Arne Sorenson, presidente e CEO Marriott International 
-  Harvey Weinstein, ex CEO Weinstein Company e fondatore Miramax

Il congresso mondiale ITUC si conclude venerdì 7 dicembre 2018. Guardalo 
in diretta streaming https://congress2018.ituc-csi.org/ e segui su Twitter # ITUC18.

27 novembre 2018  Azione urgente

Il pasticciere olandese Perfetti Van Melle, produttore di Mentos, Chupa Chups e Alpenliebe, tra gli altri marchi globali, non crede che i lavoratori del Bangladesh abbiano il diritto di formare un sindacato e sta attaccando aggressivamente i lavoratori che tentano di crearne uno.

Dopo che una grande maggioranza di lavoratori nello stabilimento della compagnia a Gazipur hanno formatopresso la Perfetti Van Melle BD Pvt. Ltd il sindacato dei lavoratori e ha chiesto la registrazione legale della loro organizzazione l'11 novembre, i lavoratori hanno chiesto ai dirigenti sindacalindi ritirare la domanda. Gli ufficiali dell'Unione sono stati riprogrammati e gli è stato negato l'accesso all'impianto. E la compagnia sta visitando i lavoratori nelle loro case facendo loro pressioni per ritirare la loro appartenenza sindacale e firmare un modulo in cui dichiarano di essere stato costretti a unirsi al sindacato, una tattica comune utilizzata dai datori di lavoro dell'Asia meridionale che cercano di affermare che il sindacato non ha membri veri.

PVMBangladesh

Il sindacato ha risposto che i lavoratori hanno il diritto legale e costituzionale di formare un'unione e che è un diritto umano internazionalmente riconosciuto.

Perfetti Van Melle apparentemente non crede che un tale diritto esista. Informata di queste gravi violazioni dei diritti da parte della IUF, la società ha risposto che "posso assicurarvi che in base ai valori della nostra azienda seguiremo il giusto processo e ci impegneremo con i nostri dipendenti in base alle leggi locali". Questo "processo dovuto" mostra il totale disinteresse per gli standard internazionali e la due diligence dei diritti umani, consentendo alla gestione globale di ignorare la situazione e la gestione locale per intensificare l'attacco ai diritti costringendo i lavoratori a firmare dichiarazioni false per dimettersi dal sindacato poichè minacciati di licenziamento.

FAI CLIC QUI per inviare un messaggio alla direzione di Perfetti Van Melle che invita l'azienda a garantire che la gestione in Bangladesh rispetti pienamente i diritti sindacali, smetta di interferire con la registrazione sindacale e di vittimizzare i funzionari sindacali e impegni in buona fede i negoziati con i rappresentanti sindacali dei lavoratori ADESSO.