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fonte Pressenza.com

16.03.2018 - Mariano Quiroga

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Rio: assassinata la consigliera che doveva monitorare l’intervento militare

 

Se l’assassinio di leader indigeni nell’Amazzonia brasiliana è direttamente collegato alla polizia, a Rio de Janeiro, uno Stato sotto intervento militare, l’assassinio della consigliera municipale Marielle Franco congela il sangue.

La dirigente del  PSOL (piccolo partito di sinistra particolarmente impegnato sui diritti umani, N.d.T.), 38 anni, stava lavorando nelle favelas e aveva denunciato l’escalation di violenza in quei territori, sostenendo che sarebbe diventata più complicata con l’intervento militare.

Nelle prime ore del mattino si sono moltiplicati gli appelli a manifestare l’indignazione per il crimine e denunciare il “genocidio nero” di cui è vittima la popolazione più povera del Brasile. Azioni di protesta sono previste anche a Belo Horizonte e San Paolo.

Franco era entrata nel Consiglio comunale di Rio alle elezioni del 2016 come quinto consigliere comunale più votato, con 46.000 voti. Le bande di narcotrafficanti e le milizie di vigilantes avevano ammazzato circa 20 candidati a sindaco o consigliere a Rio prima delle elezioni di quell’anno.

La città aveva vissuto un’escalation di corruzione e violenza legata all’organizzazione dei Mondiali di calcio e poi delle Olimpiadi. Questo è stato fatto con  il violento spostamento di interi quartieri poveri finalizzato alla liberazione di spazi commerciali per i ricchi e i vips.

Due settimane fa, Marielle Franco aveva assunto il ruolo di relatrice della commissione della Camera dei consiglieri di Rio, che doveva monitorare le azioni delle truppe incaricate dell’intervento militare decretato da Temer, una misura senza precedenti dal ritorno alla democrazia nel 1985.

“Le operazioni di polizia nelle favelas e nelle aree emarginate generalmente causano aumenti significativi di sparatorie e morti”, nota un rapporto di Amnesty International, che a sua volta elenca le uccisioni della polizia nelle favelas nel 2017.

Amnesty denuncia inoltre il sovraffollamento delle carceri, le loro condizioni “subumane” e una chiara discriminazione, poiché il 64% dei detenuti è di origine africana.

Marielle Franco aveva postato su Twitter un commento sull’omicidio di un giovane mentre usciva chiesa di Jacarezinho: “Quanti altri dovranno morire perché questa guerra finisca?”.

Traduzione dallo spagnolo: traduttori Pressenza

FONTE MILEX.ORG

Articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano l’11 marzo 2018DI ENRICO PIOVESANA

Pochi giorni fa l’Aeronautica Militare ha annunciato con orgoglio l’entrata in servizio del primo F-35 tricolore. Peccato che il nuovo cacciabombardiere, pagato la bellezza di 150 milioni di euro, così com’è non serva praticamente a nulla: vola e basta. Almeno di non spendere altre decine di milioni per aggiornare il suo computer di bordo. Lo stesso discorso vale per tutti gli F-35 pre-serie comprati dall’Italia: dieci già consegnati e un paio in arrivo. ...continua a leggere "Mezzo miliardo di dollari per aggiornare gli F-35 già acquistati dall’Italia"

Dietro la modesta ripresa economica interrotta dal susseguirsi di flash crash dei mercati finanziari, si nasconde l’incapacità dei modelli economici dominanti di leggere la realtà. Sullo sfondo, la svolta autoritaria del neoliberismo

Dopo un lungo periodo di relativa stabilità dei mercati finanziari a inizio febbraio si sono manifestate delle nuove turbolenze. Sono state fornite diverse spiegazioni contrastanti sull’origine di questo flash crash. I più pessimisti parlano dell’inizio di una nuova ondata di crisi, altri dicono che è il risultato di una ‘eccesiva autonomia’ degli algoritmi che controllano oltre il 60% delle transazioni nelle borse mondiali e sono capaci di determinare vere e proprie profezie auto-avveranti, altri analisti invece – e questo è il dato più interessante – spiegano la volatilità dei mercati con la ripresa dei salari in Usa e con l’accordo salariale che l’IG Metal ha raggiunto in Germania. Ne abbiamo parlato con Christian Marazzi, economista, docente presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. ...continua a leggere "“Gli economisti non sanno più contare”: intervista a Christian Marazzi"

E adesso, che si fa? Aspettiamo il prossimo giro: tanto una volta l’anno si va a votare. A Venaria per avere 1 consigliere, 2 se ci va di culo...
Avete in mente un criceto. È un animaletto grazioso ma (forse) anche un po’ stupidello. Mettetelo all’interno di un “girello” e lui correrà come un matto, pur rimanendo sempre nello stesso posto.
A me sembra che la sedicente sinistra radicale sia un po' come il criceto nel girello. Corre sempre (ad ogni appuntamento elettorale) ed è sempre ferma, inchiodata lì sul 3%, e questo da quel dì: dal 2008 (Lista Arcobaleno).
Essendo però affare di umani si potrebbe declinare tale comportamento utilizzando alcune categorie che ci può prestare la psicanalisi: “la coazione a ripetere”.
Epperò: essendo degli umani provvisti di cervello, memoria, cultura potremmo decidere di uscire fuori dal “girello” e guardarsi intorno per guardare alle cose, agli uomini e ai loro modelli culturali (accorgendosi che se non è già cambiato, questo mondo sta’ cambiando) e non avere sempre la “fissa” di riempire la testa dei nostri interlocutori delle nostre idee, quasi che queste teste siano delle “vasche vuote” in attesa di essere riempite con il nostro verbo di “sapienti”. Non è così. Le teste sono piene, magari di cazzate, ma occorre farci i conti con un salutare “corpo a corpo”.
Sapendo che (forse) la democrazia rappresentativa ha “esaurito la sua spinta propulsiva” dopo essere stata per un secolo un formidabile ascensore sociale specie per le classi meno abbienti. Può essere questo uno degli effetti della “globalizzazione” che ha messo in mano a tecnici e burocrati le sorti di milioni e milioni di persone il cui destino almeno nel breve periodo è di essere governati dai “piloti automatici” e/o da gabellieri eletti/nominati (gli attuali rappresentanti nei vari gradi delle assemblee elettive). Tutta gente che manco sappiamo dove abitano, dove non sappiamo più dove sono le loro finestre a cui lanciare le nostre sassate.
...continua a leggere "“Inchiesta, ricerca, studio. Dalla ruota del criceto si può uscire”. Intervento di Gianni Marchetto"