The Hate Destroyer: a Kinodromo la donna che “cancella” i nazisti Lunedì 4 dicembre la proiezione del film di Vincenzo Caruso e l’incontro con regista e protagonista.

 Autore : Sandro Canella
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Irmela Mensah Schramm è un’anziana signora berlinese che da oltre trent’anni rimuove adesivi e manifesti e cancella dai muri simboli nazisti. Per la sua battaglia di civiltà è già stata minacciata di morte più volte. La sua storia viene raccontata da “The Hate Destroyer”, documentario di Vincenzo Caruso già vincitore di un premio al Biografilm Festival, che verrà proiettato lunedì a Loft Kinodromo.

Dal 1985, a Berlino, un’anziana signora cancella quotidianamente i simboli nazisti che appaiono nella città. Adesivi, manifesti e tag sui muri di svariate formazioni dell’estrema destra, vengono sistematicamente rimossi dalla determinata volontà di Irmela Mensah Schramm.
La sua storia viene raccontata dal documentario “The Hate Destroyer” di Vincenzo Caruso, che verrà proiettato lunedì 4 dicembre a Loft Kinodromo. A precedere la proiezione ci sarà un dibattito con la protagonista del documentario e il regista.

L’impegno civico di Irmela contro il nazismo e i suoi simboli le è già valsa numerose minacce di morte da parte di gruppi neonazisti. Le lettere minatorie, insieme a decine di migliaia di fotografie che documentano la sua opera di ripulitura, vengono catalogate in raccoglitori, che rappresentano una sorta di biografia e testamento della donna.
“Irmela non si rende nemmeno conto fino in fondo di quanto rischia – osserva ai nostri microfoni il regista – In Germania il neonazismo non è solo volantini: ci sono casi di violenza vera ed efferata”.

Il gesto all’apparenza semplice e simbolico di Irmela però, secondo Caruso, è importante perché rappresenta la volontà di dire no. “Oggi sappiamo indicare ciò che vogliamo, ma abbiamo smesso di lottare per ciò che non vogliamo – sottolinea il regista – Del documentario mi piacerebbe che passasse che non basta più prendere solo le distanze, ma bisogna trovare il proprio modo per intervenire“.
Un appello attraverso un documentario che, alla luce di quello che sta accadendo anche in Italia, con il moltiplicarsi delle iniziative neofasciste, è di un’attualità sconcertante.

ASCOLTA L’INTERVISTA A VINCENZO CARUSO:

Ira e non rancore rassegnato  nei cortei Cgil del lavoro

  FONTE STRISCIAROSSA.IT

2 DICEMBRE 2017

 

È questo il popolo del “rancore sociale” di cui parla il Censis? Lo abbiamo visto attraverso i collegamenti video di “Radio articolo 1” nelle piazze del 2 dicembre di Roma, Torino, Bari, Palermo, Cagliari. C’è però in quei cortei che hanno risposto all’appello della Cgil non un rancore quasi rassegnato, ma, semmai, una serena, meditata, fredda collera sociale. E’ già un miracolo che siano in tanti presenti. Perché non provengono più da grandi insediamenti industriali. Provengono da un mondo del lavoro frammentato. Dentro una società dove molti che stanno sugli spalti tifano come se fossero a una partita di calcio, per una lotta tra giovani e anziani, tra pensionati e donne e uomini che avranno pensioni da fame, tra esodati e posti fissi, tra tutele niente affatto crescenti e tutele ignorate, tra immigrati e nativi. Spesso vittime del miraggio di un Jobs Act che doveva assicurare un mondo nuovo.

 

 

 

 

 

 

 

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