Grèves sans précédent dans les universités britanniques : les retraites ne sont que la partie émergée de l’iceberg

FONTE EQUALTIMES.ORG

 

Pendant 14 jours répartis sur quatre semaines de février à mars, de nombreuses universités parmi les plus prestigieuses du Royaume-Uni sont au point mort à cause de la grève organisée par les professeurs pour protester un nouveau régime de retraite qui réduirait leurs pensions de 10.000 livres sterling (11.200 euros ou 13.900 dollars US) par an.

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Francesco Indovina: Perché è sbagliata la proposta di Liberi e Uguali di eliminare le tasse universitarie

FONTE INCHIESTAONLINE.IT

Dal Diario di Francesco Indovina dell’ 8 gennaio 2018: Giù le tasse. La sfrenata eccitazione dei politici

La campagna elettorale pare si stia organizzando al grido “giù le tasse”, niente di più populista. Chi non può essere d’accordo nel pagare meno tasse? Sulla base di questa banale ma anche insensata costatazione la campagna elettorale si gioca su chi la spara più grossa. Si si sa che sono promesse scritte sull’acqua, e se così non fosse sarebbero molto contenti quelli che più hanno e che meno avrebbero bisogno di pagare meno tasse.

Abbattimento dell’Irpef (aliquota unica) grida Berlusconi, ma anche, sempre lui, abbattimento dell’Ires (l’imposta sul reddito delle società)e ancora La flat-tax è la sintesi, a cui si accoda la Lega, ecc.

Di Maio non è da meno, promette drastica riduzione delle imposte a favore dell’impresa, semplificazione dell’Irpef (anche qui aliquota unica?), ecc.

Renzi non si tira indietro. Abolizione del canone Rai, e chi sa ancora cosa nelle prossime settimane.

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Numerus clausus

Autore : Jean Olivier Mallet

Ho letto con una certa sorpresa che il Senato accademico della Statale di Milano di fronte ai tagli finanziari ministeriali e nonostante i continui aumenti delle rette universitarie (ma nel rispetto dell’autonomia accademica?) ha appena instaurato il numero chiuso anche per le materia umanistiche come storia e filosofia.
Rimango perplesso: sarà una idea da seguire in un Paese dove il tasso di laureati è già tra i più bassi d’Europa? Di più, molti giovani Italiani emigrano dopo la laurea in mancanza di prospettive attraenti…
E’ anche un problema largo: l’Università di Parigi1 Sorbonne ha appena introdotto un numero chiuso a filosofia. A Milano la decisione è stata dell’Università di fronte a dubbi ministeriali, mentre a Parigi è il Ministero che imporrebbe il numero chiuso all’Università.
All’università di Pisa come altrove, costretti dai tagli finanziari ad accogliere sempre più studenti (nonostante l’aumento delle tasse universitarie), molti docenti di Corsi di Laurea umanistici ancora senza numero chiuso accettano l’idea di introdurlo magari per migliorare la qualità della didattica.
Cosi in tutta l’Europa, 50 anni fa, c’è chi denunciava l’Università dei baroni (mandarins , in francese) e che oggi si ritrova con l’Università- azienda (o pseudo-azienda) dalla missione sempre meno culturale (studenti come cittadini) e sempre più professionalizzante (studenti come consumatori). Allora, dobbiamo chiederci se queste due missioni non devono essere ricercate alla pari, particolarmente, quando si tratta di materie umanistiche, utili alla cultura di tutti, magari in indirizzi complementari a formazioni professionalizzante.
Da Francese, sono ancora più dubbioso: in Francia, una parte dell’Università le “grandes écoles” pubbliche o private sono iperselettive. La selezione si legittima della “meritocrazia”: borse di studio ieri (les boursiers de la République) e prestiti bancari oggi (all’americana) non garantiscono una uguale opportunità sociale di accesso, ma soprattutto il titolo di studio selettivo come ticket de mantenimento (o d’ingresso) nei ceti medi-alti della gerarchia sociale è un fattore di riproduzione della società oligarchica contemporanea. Progressivamente i risultati di una intensa selezione universitari diventano deludenti, fino a produrre élites mostruose: autoreferenziali, arroganti e mediocri, ma decisamente rapaci Ci servirebbero meno élites e più cultura diffusa in vari ceti sociali. Di più, come anche l’insegna la Francia, il numerus clausus è difficile da programmare nella durata: gli studi medici e le “quote” (come il latte) agli studi infermieristici stanno provocando mancanze di professioni. Oggi e ancora di più domani scarseggiano i medici di diverse specializzazioni rimpiazzati da medici del Sud del mondo e vengono importate infermiere spagnole o dell’Est. Chiusura delle élites e mancanza di professionisti: non sempre il malthusiano numero chiuso dà buoni risultati!
JOM31Pisa