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Il Club Ferro Carril Oeste ha ospitato l’incontro di parenti, amici e compagni degli oltre 50 prigionieri politici del governo di Mauricio Macri. L’attività è stata convocata da un centinaio di organizzazioni politiche, per i diritti umani e altre organizzazioni, come il Forum per la democrazia e la libertà dei prigionieri politici, la Lega argentina per i diritti umani e il Comitato per la liberazione di Milagro Sala.

Milagro Sala, Mirta Guerrero, Gladys Días, Mirta Aizama, Javier Nieva, Graciela López, Patricia “Pachila” Cavana, María Condorí, Adriana Condorí, Iván Altamirano, Miguel Ángel Sibila, Julio Miguel de Vido, Roberto Baratta, Fernando Esteche, Amado Boudou, Daniel Ruiz, Luis D’Elía, José María Carrizo, Carlos Kirchner, Mariano Bruera, Atanacio Pérez Osuna, Fabián de Sousa, Gerardo Luis Ferreyra, Cristóbal López, Juan Pablo Schiavi, Oscar Thomas, Sebastián Mcdowall, Emanuel Lázzaro, Pablo Barriano, Luciano Fiochi, Facundo Jones Huala sono le persone nominate dal giornalista  Daniel Tognetti, all’inizio della manifestazione, più “25 mapuches imprigionati nelle cause connesse a Benetton”.

“Libertà a chi è in galera perché sta lottando!” hanno risposto i presenti.

respondieron con cánticos lxs presentes. Il cantautore Ariel Prat ha poi eseguito due canzoni, ma prima ha citato una frase di uno schiavo afro-americano che ha lavorato nella costruzione delle ferrovie negli Stati Uniti e che l’attivista e combattente per i diritti civili, Angela Davis, ha trasformato nel titolo di uno dei suoi libri: “Dicono che la libertà sia una lotta costante”.

Mentre sul lato del palco uno schermo mostrava le immagini delle manifestazioni per chiedere la libertazione dei prigionieri politici hanno preso la parola Estela Díaz e Daniel Catalano. La Segretaria della commissione Genere e Opportunità della CTA  e fondatrice del  Comité por la Libertad de Milagro Sala,ha detto: “L’arresto di Milagro Sala è venuto a costruire e dimostrare la pedagogia della crudeltà necessaria per mettere in funzione questa nuova fase del regime oligarchico in Argentina. Il modello di saccheggio della nostra ricchezza, delle nostre risorse, del nostro reddito, è sempre stato accompagnato da processi repressivi e criminalizzanti, e questa volta non ha fatto eccezione.

“Lo abbiamo detto quando misero dentro Milagro: ‘Oggi lei, domani chiunque di noi. Il sistema funziona, il sistema giudiziario, i media, il disprezzo e la condanna dei media, per garantire in seguito l’arbitrarietà nella detenzione”, ha detto Diaz e ha aggiunto: “Questo popolo ha memoria. L’inganno dei canti della sirena sta finendo ed è stato ascoltato domenica 11 agosto. Abbiamo avuto l’enorme felicità con i compagni APDH  di essere a Ezeiza il giorno 12  e ci siamo abbracciati l’un l’altro per l’enorme felicità di sentire che stiamo cominciando a lasciare questo capitolo di un’altra nuova ignominia per il popolo argentino. Per questo ci mettono in galera. Ma noi sappiamo che per costruire la strada della giustizia sociale, dell’uguaglianza, dell’inclusione abbiamo bisogno della libertà e per questo non smetteremo mai di lottare un solo giorno per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Argentina.

Sullo schermo sono stati proiettati i saluti di Julio de Vido e Fernando Esteche, Luis D’Elía, Gerardo Ferreyra, Carlos Kirchner, Mario Bruera e Amado Boudou, mentre Luciana Danquis del PST ha letto un messaggio di Daniel Ruiz. “Non è rimasto molto. So che ne è rimasto poco. Non solo per recuperare la libertà dei prigionieri politici, ma anche la libertà di tutti i prigionieri argentini di vivere veramente una vera democrazia”, ha detto Milagro Sala in un saluto dalla sua prigione di Jujuy, che ha anche ringraziato i suoi compagni per la loro instancabile lotta per la libertà di tutti i prigionieri politici argentini. “Una militanza forte per ottobre, che ci siamo quasi arrivati. Hasta La Victoria Siempre”, ha concluso.

Infine, la chiusura dell’atto è stata affidata al chitarrista e cantante Iván Camaño.

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La leader della Tupac Amaru, Milagro Sala, ha parlato ieri  con la stampa analizzando la campagna elettorale e il momento di crisi sociale ed economica che il paese sta attraversando. Milagro, tutt’ora agli arresti domiciliari ha detto: “Non penso alla mia situazione personale, penso ai compagni che hanno perso il lavoro, ai ragazzi che dormono per strada, ai pensionati che non arrivano a fine mese”.

Inoltre, commentando la campagna elettorale, ha aggiunto: “Macri e soci  stanno facendo una campagna sporca contro l’opposizione” e ha chiamato i militanti della Tupac a una forte militanza affinche l’opporsizione possa vincere.

Da un altro punto di vista, Milagro ha anche sottolineato le violazioni dei diritti umani a cui sono soggette le compagne detenute di Tupac Amaru nel carcere di Alto Comedero denunciando le continue molestie a cui sono sottoposte.

In un comunicato stampa il Comitato per la Liberazione di Milagro Sala ha ricordato il terzo anniversario dell’incarcerazione delle militanti Gladys Díaz, Mirta Aizama e Shakira Guerrero stanno scontando tre anni di detenzione ingiusta e arbitraria. Secondo il Comitato il Governo Macri e il Governatore Morales hanno creato un vero laboratorio politico-giudiziario teso a reprimere qualunque forma di opposizione.

Il caso di Milagro Sala e il duro attacco all’opposizione per mezzo di campagne giudiziarie costruite ad arte, con prove inventate e testimoni comprati era stato uno dei temi di un’intervista in TV rilasciata alcuni giorni fa da Estela de Carlotto, delle Madres de Plaza de Mayo.

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Come se non bastassero le cause già in corso contro Milagro Sala il giudice Pablo Pullen Llermanos ha riaperto una causa già chiusa con un nulla di fatto nel 2009 inerente la morte del militante sociale Luca Arias.

Il Comitato per la Liberazione di Milagro Sala denuncia quest’ennesima farsa, messa in atto dal solito giudice amico del Governatore Gerardo Morales,  “La persecuzione politica e giudiziale non sembra avere limiti” dichiara in una nota il comitato. Il Comitato protesta anche per il fatto che non è stato permesso al collegio di avvocati difensori di presentare una serie di testimoni a discarico.

Nel caso specifico, riaperto in base alla testimonianza Juan Carlos Maidana, persona estranea ai fatti e attualmente in carcere per stupro, interviene anche la vedova del militante sociale, Luciana Santillán,  precisando che suo marito è morto per una grave malattia e non per i fatti contestati.

In un video che circola sulle reti sociali Milagro Sala dice di sentirsi “indifesa e umiliata” e torna a ricordare che ci sono numerosi altri membri della Tupac Amaru in carcere. Sottolinea come anche le sentenze di assoluzione siano state ribaltate senza nessun nuovo processo. Sala conclude il video con un appello alla società civile affinché si fermi questa persecuzione politico-giudiziale.

 

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Dopo aver rinviato l’inizio dell’udienza per più di dieci ore, il Tribunale Penale Orale 3 di Jujuy ha condannato la leader sociale Milagro Sala a 13 anni di carcere, giudicandola colpevole di crimini di associazione illecita, estorsione e frode allo Stato nella causa conosciuta come “Pibes Villeros” che è poi la principale tra le numerose istruite ad arte per impedire che la dirigente sociale si possa presentare alle elezioni contro l’attuale governatore Gerardo Morales, suo avversario politico da sempre.

La sentenza è giunta nonostante che il pubblico ministero non sia riuscito a fornire prove, se non le testimonianze di un ex affiliato della Tupac, arrestato proprio ieri per traffico di stupefacenti, e di sua madre, ex deputata eletta nella lista ispirata dall’organizzazione di quartiere, incarcerata in un primo momento e poi liberata quando ha cominciato a “collaborare con la giustizia”.

“Oggi voi, donne giudici, come donne e lavoratori, passerete alla storia per qualsiasi cosa decidiate, nel bene e nel male”, aveva detto Milagro prima della sentenza. Ed aveva aggiunto: “Tutti i miei compagni ed io siamo innocenti. Non abbiamo rubato nulla e non a caso le nostre opere sono riconosciute a livello internazionale; ci processano perché siamo poveri e coya (il nome con cui si designano gli originari della zona, n.d.r)”.

Il Collegio di difesa ha già presentato appello.

Fra pochi giorni si compiranno tre anni dall’incarcerazione preventiva di Milagro Sala dopo la pacifica protesta (un sit-in) di fronte alla sede del governatorato di Jujuy che generò una prima ridicola causa per disturbo della quiete pubblica e occupazione illecita di suolo pubblico. Contro questa incarcerazione eccessiva ed illecita si sono pronunciate istituzioni e associazioni internazionali e si è mobilitata l’opinione pubblica costituendo, in Argentina e in numerosi paesi del mondo, comitati per la liberazione di Milagro Sala e di tutti i prigionieri politici.

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15.01.2019 Redazione Italia

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Evo Morales denuncia la “ingiusta condanna” a Milagro Sala
(Foto di PRI)

Tra le numerose voci che si sono levate a livello internazionale  oggi quando è stata resa nota la condanna di Milagro Sala per la causa “Pibe Villeros” spicca quella di Evo Morales, Presidente della Bolivia che in un tweet dal suo account personale dice:

La nostra solidarietà a Milagro Sala, ingiustamente condannata a 13 anni di carcere per aver lottato per una vita migliore per i poveri e gli indigeni del suo paese. Speriamo che questa situazione si inverta e le auguriamo molta forza in questi tempi difficili.

Evo Morales era già stato vicino alla causa della dirigente della Tupac Amaru con cui condivide la linea generale di rivendicazione dell’Abya Yala cioé del nome che alcuni popoli indigeni davano e danno all’america nel senso del recuperare e rendere vive le tradizioni dei popoli originari.

 

 

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Il quadro clinico di Raúl Noro, marito di Milagro Sala, è da alcune settimane in peggioramento; questo peggioramento viene attribuito dal Comitato per la Difesa di Milagro Sala al persistere degli arresti domiciliari della dirigente sociale nella casa a cui è stata assegnata; questa casa non è il suo domicilio abituale ed è, per di più, a 40km dal centro di San Salvador de Jujuy e quindi lontana da ogni presidio medico della città.

...continua a leggere "Argentina: preoccupazione per la salute di Raúl Noro"

 

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Milagro, non in buone condizioni di salute e agli arresti domiciliari sempre non a casa sua ma in quella lontana del Carmen, protesta per la celebrazione di due processi in contemporanea e per il continuare dei tentativi di intimidire e comprare testimoni da parte dell’accusa.

Sul suo sito di denuncia la giornalista Cynthia García riporta le dichiarazioni di María Condomí, una delle imputate nel processo chiamato “Pibes Villeros”,che ha assicurato che Jose Luis “Pato” Estrada, attuale controllore dell’organizzazione di quartiere Tupac Amaru e funzionario del governo di Jujuy ha offerto di dissociarla dal caso in cambio della sua testimonianza contro  Milagro Sala e Graciela Lopez. María Condomí ha assicurato alla corte che sia lei che sua sorella Adriana Condomí sono stati portati contro la loro volontà allo studio legale di uno degli avvocati di Gastón Morales, figlio del governatore di Jujuy, dove sono stati nuovamente spinti a testimoniare contro la deputata Parlasur.

Sia María che Adriana Condomí hanno denunciato di aver ricevuto minacce e di temere paura per la loro integrità fisica e quella dei loro figli. Il Comitato Nazionale per la Libertà di Milagro ha dichiarato: “Riteniamo il governo provinciale responsabile di tutto ciò che potrebbe accadere alla loro vita e alla loro integrità, e denunciamo ancora una volta le persecuzioni e le molestie di cui sono vittime i prigionieri politici della provincia di Jujuy”.

Le udienze dei processi sono state rinviate alla settimana prossima a causa delle condizioni di salute di Raúl Noro, compagno di Milagro, attualmente ricoverato all’ospeda

 

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Ad oltre mille giorni dalla sua detenzione prosegue la persecuzione politica nei confronti della leader dell’associazione Tupac Amaru, ma cresce anche la solidarietà internazionale affinché il suo caso si risolva in maniera positiva.

“Para Milagro, la libertad; para Morales, el repudio popular”: questo era lo slogan prevalente delle organizzazioni popolari che lo scorso 11 ottobre hanno manifestato a Buenos Aires per chiedere la liberazione di Milagro Sala, la deputata del Parlasur e leader dell’associazione Tupac Amaru, ormai detenuta in maniera arbitraria e illegale da oltre 1000 giorni.

Era il 16 gennaio 2016 quando Milagro fu arrestata con una serie di accuse di natura eminentemente politica. Dietro alla carcerazione dell’attivista della Tupac Amaru, attualmente ai domiciliari nella sua casa di El Carmen, a Jujuy (nel nord dell’Argentina), il presidente Mauricio Macri e il governatore provinciale Gerardo Morales. Divenuta uno dei simboli del crescente conflitto sociale nel paese, Milagro Sala, insieme alla sua Tupac Amaru, da anni si era battuta per costruire scuole, ospedali e interi quartieri, ricevendo finanziamenti fin quando il kirchnerismo è rimasto alla Casa Rosada. Le proteste contro l’ondata di licenziamenti dei lavoratori delle cooperative affiliate alla Tupac Amaru, culminate nell’acampada nella piazza di Jujuy di fronte al palazzo del governatore Morales, hanno rappresentato il casus belli che ha permesso al suo più acerrimo nemico di incarcerarla. Da allora, accuse fantasiose e surreali si sono sommate una dietro all’altra, mentre i 66mila cooperativistas per i quali si batteva la donna rimanevano senza lavoro.

In un’intervista rilasciata al quotidiano argentino Página 12, Milagro Sala ha evidenziato come Jujuy sia divenuto un laboratorio di repressione contro i movimenti sociali, denunciando inoltre l’uso politico della giustizia. Per lei si sono mobilitati, nel corso di questi mille giorni, il Comité Nacional para la Prevención de la Tortura, il Grupo de Trabajo sobre Detenciones Arbitrarias delle Nazioni unite e la Commissione interamericana per i diritti umani contro quella che, ogni giorno di più, appare come una evidente persecuzione politico-giudiziaria. Prima prigioniera politica della presidenza Macri, Milagro Sala ha sempre combattuto contro le politiche di Cambiemos e dei suoi uomini. Dal caso di Santiago Maldonado, la cui morte può essere a buon diritto definita come un “crimine di stato”, all’accanimento contro Milagro Sala, è evidente la politica del governo ostile ai leader sociali. A questo proposito, è significativa una lettera letta dalla figlia di Milagro, Claudia, al termine della manifestazione per la sua liberazione avvenuta a Buenos Aires: “Vi chiedo di lottare contro questo governo che rappresenta uno dei periodi più bui per il nostro paese”.

Tra le iniziative a sostegno della militante della Tupac Amaru anche il documentario “Milagro”, presentato lo scorso 11 ottobre a Buenos Aires, scritto e diretto da Cynthia García e Martín Adorno. Lo scorso 8 agosto Milagro Sala era stata vittima di un nuovo arbitrio, quando il giudice Pablo Pullen Llermanos ne aveva decretato il trasferimento dalla sua casa al carcere federale di Salta “General Güemes, senza alcun motivo reale che giustificasse la revoca degli arresti domiciliari e nonostante le molteplici raccomandazioni del Grupo de Trabajo sobre Detenciones Arbitrarias dell’Onu affinché lo Stato argentino adottasse tutte le misure necessarie per garantire i diritti della detenuta. Scrisse allora il Comitato per la liberazione di Milagro Sala: “Vogliono la sua morte. Il governatore Gerardo Morales e il giudice Pullen Llermanos continuano la loro politica di vessazioni contro Milagro. Sta diventando sempre più chiaro che non sono interessati alla sua vita. Non sono interessati alla giustizia, ma alla vendetta contro una donna che ha fatto quello che nessun politico di Jujuy ha fatto per i più umili”.

Tuttavia, il contesto politico attuale dell’Argentina è tutt’altro che favorevole a Milagro e la persecuzione nei confronti della donna è stata rilanciata più volte anche tramite un editoriale pubblicato dal quotidiano di destra La Nación risalente al 2012, in cui si accusava la deputata del Parlasur di aver tratto vantaggi personali e di aver speculato sui fondi concessi dal kirchnerismo per opere sociali. “Oggi”, accusa Milagro Sala, “Macri e Morales si servono di una giustizia ingiusta per mettere a tacere gli oppositori, mentre il paese è governato dal Fondo monetario internazionale. Sono dei corrotti, ma ci accusano di essere noi i corruttori”.

#LiberenaMilagro e #1000diasPresaPolitica sono gli slogan che risuonano contro i processi montati ad arte non solo per eliminare politicamente Milagro Sala, ma anche per farla finita con il kirchnerismo e le conquiste sociali raggiunte dagli argentini in tanti anni di lotta. Prigioniera di Morales e Macri, Milagro Sala è riuscita a far conoscere in tutto il mondo la sua storia di persecuzione: la battaglia per la sua liberazione deve trasformarsi in una trinchera de lucha fino alla sua liberazione e a quella di tutti gli altri prigionieri politici del paese.

 

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19.08.2018 - Redazione Italia

Milagro Sala torna ai domiciliari ma nella casa sbagliata, per la terza volta
Milagro di nuovo al Carmen (Foto di Prensa Tupac)

Ieri in mattinata il giudice Pullen Llermanos ha dovuto revocare il suo stesso provvedimento che aveva trasferito Milagro Sala dagli arresti domiciliari al Carmen a un carcere di Salta. L’annullamento del procedimento di reclusione era stato ordinato dalla Corte Suprema Argentina che ha ribadito di aver accettato  le risoluzioni della Corte Interamericana dei Diritti Umani.

In una intervista a Página 12 la dirigente della Tupac Amaru ha detto “Volevano spezzarmi ma non ce l’hanno fatta!”; Milagro aveva iniziato uno sciopero della fame per protestare contro quest’ennesima ingiustizia.

Rispetto all’incomprensibile modo di agire del giudice jujueno la dirigente sociale ha detto, sempre a Página 12: “è  la terza volta che non si conforma alla sentenza della Corte internazionale e della Corte suprema. Nell’ultima sentenza della Corte suprema, in uno degli articoli,  hanno chiesto di spiegare perché non ha dato seguito alla  richiesta di andare a casa mia. Avrei dovuto scontare i domiciliari a casa mia, nel quartiere di Cuyaya, e non a El Carmen. Adesso ha fatto di nuovo la stessa cosa, è la terza volta. Sembra che non abbia la capacità di comprendere gli scritti della Corte suprema”.

 

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Il 24 di Luglio inizia un nuovo processo a Milagro Sala e a numerosi membri della sua associazione, la Tupac Amaru. Si tratta di uno dei processi più importanti, quello denominato “Pibes Villeros”, con un insieme di accuse inerenti presunte malversazioni dei fondi gestiti dall’organizzazione nel corso delle sue attività di costruzione di case popolari. La Tupac Amaru è diventata famosa nel mondo per aver creato un sistema virtuoso di cooperative di costruzione che permetteva di costruire a prezzi bassi le case popolari finanziate dal governo e, con i soldi avanzati, costruire scuole, centri medici e sportivi e perfino piscine in ogni quartiere.

Questo processo che invece dipinge la Tupac come un’organizzazione criminale è duramente contestato dal collegio di difesa di Milagro Sala che denuncia numerose violazioni del diritto di difesa ed in particolare il fatto che i giudici abbiano impedito di produrre prove.

In un’intervista a Pagina 12 (ormai uno dei pochi media non allineati con il macrismo dominante) il collegio di difesa ha dichiarato che teme seriamente per l’imparzialità dei giudici: la situazione “priva tutti gli imputati del diritto ad essere giudicati da giudici imparziali e indipendenti e lede gravemente il diritto di difesa”.. Si `fatto anche notare che nel processo verranno usati filmati che dovrebbero essere protetti dal segreto bancario e le testimoninanze di ex membri della Tupac Amaru che sono stati portati a testimoniare grazie ad offerte di vantaggi o minacce.

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10.06.2018 - Mariano Quiroga

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Argentina: nuovo attacco giudiziario alla Tupac Amaru

 

 

Continuano le vessazioni nei confronti dell’organizzazione di quartiere Tupac Amaru, nella provincia argentina di Jujuy,, con nuovi capitoli di arbitrarietà. Oltre alle detenzioni illegali di diversi membri dell’organizzazione,  si è  aggiunta la perquisizione e il sequestro della sede centrale dell’associazione, nel centro della capitale Jujuy, San Salvador.

La leader Milagro Sala, agli arresti domiciliari, ha protestato per l’azione della polizia e della giustizia provinciale, oltre a denunciare che l’operazione di polizia è stata condotta senza mandato e da un emissario del governatore, Gerardo Morales.

“Vogliono portarsi via tutto ciò che è della Tupac. José Luis Estrada è colui che Morales ha incaricato di agire con la sua banda di polizia per intimidire tutti i nostri compagni”, ha detto Sala in un’intervista con i media della capitale argentina.

Estrada è stato nominato controllore della Tupac Amaru e, oltre ad espellere le persone che si trovavano nell’edificio, ha sequestrato il tomografo che l’istituzione ha acquistato e che è ancora l’unico della provincia.

“Lo scanner  era in funzione per tutti gli associati e per chiunque ne avesse bisogno con un contributo di tre pesos (circa 15 centesimi). Hanno preso tutta l’attrezzatura per fare i raggi X e gli ultrasuoni, tutto è stato acquistato con molto sacrificio, non c’erano argomenti per prenderli. Il giudice Pullen Llermanos è noto per essere un accaparratore, non gli importa nulla della salute delle persone”, ha detto Sala a Radio La Patriada.

 

 

04.03.2018 - Mariano Quiroga

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Milagro Sala protesta per  l’aumento delle tariffe sanitarie in Argentina

 

Dalla detenzione arbitraria che dura già da 775 giorni, tradottasi ora in arresti domiciliari, Milagro Sala ha effettuato un’intervista a radio La Patriada, in cui ha criticato la decisione del governatore Gerardo Morales di aumentare le tariffe delle cure mediche per gli stranieri a Jujuy, provincia che governa al confine con la Bolivia.

Il governo nazionale è giunto a sostenere la proposta del viceré dell’altopiano, mentre la dirigente sociale e leader dell’organizzazione Tupac Amaru ha ricordato le dichiarazioni di Morales quando diceva “di discendere da boliviani” per ottenere voti e ha segnalato Jujuy come “il laboratorio di tutto il macabro che vogliono fare in Argentina”.

“Mi dispiace moltissimo, poiché tutti discendiamo da stranieri; io sostengo un progetto più ampio: una sanità gratuita per tutti”, ha dichiarato Sala senza riserve.
La deputata del Palasur resta nella casa che doveva essere un centro di riabilitazione per soggetti diversamente abili e vive “circondata da 26 gendarmi”.
“Molti italiani e spagnoli sono proprietari di parte della terra, mentre i boliviani si trovano in fattorie a lavorare in nero. È come se il progetto avesse avuto luogo contro i boliviani”, ha segnalato la dirigente, in merito alla doppia morale che impera presso i governanti argentini.
“La sanità e l’istruzione devono essere per tutti, senza eccezione alcuna”, ha chiarito, per poi ritenere che, in caso di cure sanitarie verso gli stranieri, è necessario riformare la Costituzione argentina che assicura tale diritto a tutti coloro che ne calpestano il suolo.
Negli ultimi giorni, il dibattito xenofobo si è nuovamente introdotto nei mass media, cercando di nascondere il crescente malessere esistente nei confronti del presidente Mauricio Macri, che inizia ad essere contestato in ogni evento di aggregazione sociale: da quelli di carattere sportivo, musicale o nelle manifestazioni di strada.

Traduzione dallo spagnolo di Cristina Quattrone

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17.01.2018 - Buenos Aires - Mariano Quiroga

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Due anni a chiedere la liberazione di Milagro Sala

Nella mattinata di ieri (16 gennaio) si è tenuta una manifestazione nel centro di Buenos Aires per chiedere la liberazione della leader sociale Milagro Sala, nel secondo anniversario della sua detenzione arbitraria e illegale a Jujuy, nel nord dell’Argentina.

Dall’Obelisco di Buenos Aires alla sua casa nella provincia di Jujuy i manifestanti hanno marciato cantando per la libertà di tutti i prigionieri politici in Argentina e contro Gerardo Morales, il governatore di Jujuy e Mauricio Macri, presidente del paese, per denunciare l’arbitrarietà di un potere giudiziario cheesegue gli ordini del potere politico.

C’è stata anche una conferenza stampa in cui è stato denunciato il governo autoritario, la sua non osservanza dei diritti umani, oltre che delle garanzie costituzionali e del diritto a un equo processo. È stato evidenziato l’importante ruolo della mobilitazione popolare che ha fatto si che il mondo guardasse con preoccupazione ciò che sta accadendo in Argentina, paese in cui stanno tornando pratiche totalitarie, persecuzioni politiche e repressioni.
Durante la mattinata sui social network è stato lanciato anche un “tuiteazo” con lo scopo di diffondere il messaggio di libertà per la parlamentare del Mercosur e presidentessa della Tupac Amaru.

#2AñosPresaPolitica e #LiberenMilagro sono stati alcuni degli hashtag più usati. ...continua a leggere "Due anni a chiedere la liberazione di Milagro Sala"

 

FONTE PRESSENZA.COM 

15.01.2018 - Redazione Italia

Milagro Sala, da due anni prigioniera politica: tuitazo internacional

 

 

Il 16 di gennaio saranno due anni che Milagro sala è ingiustamente e illegalmente detenuta dalla magistratura di Jujuy per ordine di Macri e Morales. Nonostante le richieste di liberazione e di poter affrontare i processi da libera cittadina la deputata del ParlaSur è stata prima in prigione e poi agli arresti domiciliari (prolungati di un altro anno recentemente) e questi ultimi nemmeno a casa sua. Oltre a questo sono stati arrestati altri membri della sua organizzazione, la Tupac Amaru.

Per questo e per l’assoluta mancanza di garanzie costituzionali e giuridiche il Comitato per la Liberazione di Milagro Sala ha proposto per domani un tuitazo che in Argentina comincerà alle 9 ora locale e a cui si aggiungeranno tutti i Comitati nazionali che si sono formati in numerosi paesi del mondo end anche qui in Italia.

Gli hashtag sono:

#2AñosPresaPolítica
#LiberenAMilagro

 

e si consiglia di inviare copia a @mauriciomacri  e  @MoralesGerardo1

Il comitato prega di inviare il tweet anche a @ComitexMilagro

Qui di seguito esempi di tweet in spagnolo ma si suggerisce di scrivere nella propria lingua per far notare la solidarietà internazionale.

El Estado nacional sigue incumpliendo con las resoluciones de @ONU_es@CIDH y @CorteIDH entre otros organismos de derechos humanos #2AñosPresaPolítica #LiberenAMilagro

El Poder Judicial de Jujuy no solo incumple las resoluciones de organismos internacionales como @ONU_es @CIDH @CorteIDH y @amnesty, entre otros, sino también el fallo de @cortesupremaAR #2AñosPresaPolítica#LiberenAMilagro

Lo dijimos el primer día: “Hoy es Milagro, mañana podés ser vos”. Los presos políticos de @mauriciomacri son cada vez más. Exigimos el fin de la persecucion politica y la libertad de todxs lxs presxs politicxs. #2AñosPresaPolítica #LiberenAMilagro

La corporación judicial es cómplice de @MoralesGerardo1 que mantiene detenida ilegalmente a Milagro Sala #2AñosPresaPolítica #LiberenAMilagro

Milagro Sala está detenida ilegalmente por orden del gobernador @MoralesGerardo1 y del gobierno de @mauriomacri #2AñosPresaPolítica#LiberenAMilagro

05.01.2018 - San Salvador de Jujuy, Argentina Redacción Argentina

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Ancora una volta irruzione in casa di Milagro Sala

A pochi giorni dal vergognoso secondo anniversario della detenzione arbitraria di Milagro Sala e nel bel mezzo delle ferie degli organi giudiziari, è stato aperto un nuovo caso contro la leader del movimento sociale.

Con un'ondata di irruzioni e perquisizioni per trovare possibili prove dei crimini denunciati, una nuova intimidazione è in corso contro la leader della Tupac Amaru e la sua famiglia. Riportiamo il comunicato stampa dell’organizzazione:

“Abbiamo iniziato l’anno con un nuovo spettacolo contro Milagro Sala”

Nel mezzo delle ferie degli organi giudiziari, a pochi giorni dall’anniversario dei due anni di detenzione arbitraria di Milagro Sala, inventano una nuova causa contro di lei. Questa volta, ovviamente, riciclaggio di denaro sporco. Inoltre, sono entrati per la quarta volta presso il suo indirizzo in via Gordaliza, nel quartiere di Cuyaya. Per di più, invieranno bulldozer alla città di El Carmen per trovare denaro che, si dice, sarebbe sepolto. “Devono continuare con lo spettacolo di Milagro Sala per coprire quello che succede a Jujuy. Un governo che non dà risposte ai lavoratori, con funzionari perennemente coinvolti in scandali, come l’omicidio dello studente Matías Puca, o il recente incidente che mise in primo piano l’ormai dimissionario direttore della gioventù, Matías Rivera”, ha detto la Tupac Amaru. ...continua a leggere "Ancora una volta irruzione in casa di Milagro Sala"

16.12.2017 Redazione Italia

Milagro Sala di nuovo ai domiciliari ma nella casa sbagliata
(Foto di Pagina 12)

Ieri il giudice Pablo Pullen Llermanos ha ordinato che Milagro Sala fosse messa ai domiciliari nella località  di El Carmen, dove già aveva passato un primo periodo agli inizi si settembre, prima di essere di nuovo pretestuosamente messa in carcere. Il giudice ha dettato anche una serie di regole restrittive che poco hanno a che vedere con le regole internazionalmente risonosciute dell’arresto domiciliare, come controlli polizieschi e restrizione nelle visite. ...continua a leggere "Milagro Sala di nuovo ai domiciliari ma nella casa sbagliata"

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07.12.2017 - Mariano Quiroga

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Milagro Sala passerà il Natale a casa

 

Un giorno dopo che la Corte Suprema argentina aveva accettato la sentenza della Corte Interamericana dei Diritti Umani, secondo cui la giustizia argentina e il governo nazionale dovevano come minimo concedere gli arresti domiciliari a Milagro Sala per preservare la sua integrità fisica, la Corte Federale No. 2 di Jujuy ha assolto la leader della Tupac Amaru dall’accusa di aver minacciato due agenti di polizia.

“Nonostante le persecuzioni durate anni, è stata dimostrata la mia innocenza” ha dichiarato Sala mentre veniva portata via dall’udienza dalle guardie carceraria della provincia di Jujuy, nel nord dell’Argentina.

Negli ultimi 692 giorni Milagro Sala è stata detenuta arbitrariamente, mentre man mano venivano creati nuovi casi e accuse contro di lei per poter prolungare la sua carcerazione preventiva.

L’avvocato della leader sociale, Elizabeth Gómez Alcorta, ha spiegato che “I giudici hanno assolto Sala in base al principio del ragionevole dubbio. E’ tutto quello che sappiamo. Bisogna vedere se l’accusa presenterà appello.” Il collegio di difesa della leader della Tupac Amaru comprende anche gli avvocati Paula Alvarez Carreras e Luis Paz.

“Ci sono momenti in cui le bugie più evidenti non reggono più, le falsità vengono smascherate e non c’è più spazio per emettere una condanna,” ha aggiunto Gómez Alcorta rispetto all’inconsistenza del caso, presentato oltre tre anni fa dal figlio dell’attuale governatore Gerardo Morales.

“La Corte ha reso noto ai giudici che devono rispettare immediatamente e completamente la sentenza della Corte Interamericana dei Diritti Umani. Questo significa che non esistono più margini e scuse per tenere Milagro in prigione anche solo per un altro minuto,” ha detto l’avvocato Gómez Alcorta. Ha poi spiegato che la CIDI ha ordinato che gli arresti domiciliari debbano avvenire nella sua residenza abituale nel quartiere di Cuyaya e non nella casa di El Carmen, dove è rimasta per alcune settimane nonostante non fosse praticamente abitabile.

“Elimineremo e distruggeremo ogni accusa contro Milagro. Oggi è stato dimostrato che il potere esecutivo ha i suoi limiti” ha detto l’avvocato Luis Paz. Da parte sua Gómez Alcorta ha festeggiato l’idea che “Milagro Sala passerà il Natale a casa, con la sua famiglia”.

 

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28.11.2017 - Redazione Italia

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Anche la Corte Interamericana per i Diritti Umani chiede la scarcerazione di Milagro Sala
(Foto di L'Impronta L'Aquila)

Dopo le numerose prese di posizione di organismi internazionali, associazioni, personalità ora anche la Corte Interamericana per i Diritti Umani ha emesso una risoluzione in cui chiede che Milagro Sala esca dal carcere e sia assegnata, a casa sua e non altrove, agli arresti domiciliari.

La risoluzione è stata diffusa agli organi di stampa e alle autorità competenti nella giornata di ieri; chiede anche che lo Stato Argentino si preoccupi di assicurare assistenza medica e psicologica alla dirigente sociale; chiede al più tardi per il 15 dicembre un rapporto dettagliato sulla realizzazione degli arresti domiciliari e che vi sia un rapporto alla Corte ogni tre mesi; chiede infine ai rappresentanti legali di Milagro Sala di fare le opportune osservazioni sull’applicazione di queste risoluzioni.

FONTE PRESSENZA.COM

16.11.2017 - San Salvador de Jujuy - Redacción Argentina

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Lettera di Milagro Sala ai giudici

 

Ai giudici e pubblici ministeri di Jujuy:

Oggi voglio scrivere quello che già tutti voi sapete, ma che credo sia necessario dire .

Voi sapete che sono una perseguitata politica. Anche se dite pubblicamente il contrario, sapete che sono una perseguitata politica.

Sapete che il mio arresto e la successiva detenzione sono state decise dal governatore Gerardo Morales.

Sapete che le cause intentate contro di me sono state decise nel palazzo del governatore. Sapete anche che voi avete obbedito e siete stati, e siete, strumenti di persecuzione politica.

Sapete che il giudice Pullen Llermanos ha proposto più volte ai detenuti di scambiare la loro libertà per una dichiarazione contro di me. Lo sapete e sapete che Pullen Llermanos rispetta i patti. Chi testimonia contro Milagro Sala ha libertà e assoluzione, chi non accetta può aspettarsi una pena detentiva indefinita.

Sapete ogni passo giudiziario che ha luogo nelle cause viene consultato e deciso nel palazzo del governatore.

Voi, giudici e pubblici ministeri, siete quelli che chiedono e obbediscono, lasciando da parte i principi del diritto che avete studiato all’università e che avete giurato di difendere.

Sapete che la persecuzione non è solo contro di me, ma contro la mia famiglia e i compagni e le compagne della Tupac che non hanno tradito la verità né le loro convinzioni.

Sapete che la persecuzione è anche contro i miei avvocati, che sono stati puniti più volte.

Non tentate solo di metterci in galera per molti anni, volete anche distruggerci come persone e cercare di sotterrare tutto il lavoro sociale e popolare che la Tupac Amaru ha fatto.

Voi sapete, e lo so anch’io, che verrò condannata, poiché questa è la decisione di Morales e voi gli obbedite.

Sappiate anche che la storia non si ferma e che un giorno dovrete dar conto, con tutte le garanzie legali che vi spettano, di queste persecuzioni.

Sappiate, inoltre, che le differenze politiche non si risolvono con la reclusione degli avversari. Quelli che lo fanno finiscono per essere mercenari del potere politico autoritario.

Con le mie convinzioni intatte.

Milagro Sala
Prigioniera Politica.

FONTE PRESSENZA.COM

05.11.2017 - Redacción Argentina

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Molestie ai danni di Milagro Sala

Comunicato del Comitato per la Liberazione di Milagro Sala

Lo scorso mercoledì 1 novembre, alle ore 22:25, Milagro Sala è stata tradotta nel carcere di Alto Comedero, su ordine del giudice Pullern Llermanos,  dal sanatorio Los Lapachos, luogo in cui era stata sottoposta a colonscopia ed endoscopia, con anestesia, oltre ad altri esami clinici.

Il fatto ha avuto inizio martedì 31 ottobre quando, dopo varie settimane di reclami, a Milagro Sala era stato finalmente concesso il ricovero presso questa clinica privata per effettuare diversi esami. Lo aveva richiesto durante la detenzione in località El Carmen e dopo in un habeas corpus- rifiutato dal giudice Isidoro Cruz e dalla Corte d’Appello – violando quanto stabilito dalla legge in materia di Esecuzione Penale, che autorizza i soggetti detenuti ad effettuare esami clinici in forma privata.

Ricordiamo inoltre che lo stesso giudice aveva disposto, in modo insperato, il ritorno di Milagro presso la casa del Carmen, all’unità 3 di Alto Comedero, senza notificarlo alle parti, adducendo erroneamente che la dirigente sociale aveva rifiutato di effettuare esami clinici e avvalendosi del diritto alla difesa.

Riguardo gli esami, Raul Noro, consorte della dirigente sociale, ha detto: “Siamo in attesa dei risultati, ma i medici ci hanno già anticipato che sta soffrendo di una forma acuta di gastrite, colon irritabile, scoliosi cervicale, importante contrattura della schiena e un’impurità al cristallino di entrambi gli occhi, oltre ad altre problematiche che si sono acutizzate a causa dello stress e della depressione che sta soffrendo”. Ha anche spiegato gli altri esami clinici in sospeso e che stanno attendendo, tra gli altri, gli esiti della biopsia del colon e il pap test.

In questa situazione, mercoledì notte, mentre Milagro stava riprendendosi dalla suddetta anestesia ed era appena uscita dalla sala operatoria, il giudice Pablo Pullen Llermanos chiamava la clinica affinché fosse immediatamente tradotta in carcere.

La misura del giudice ha sorpreso tutti i nostri compagni in quanto la paziente, semi addormentata e dopo 21 ore, sperava di rimettersi prima di tornare in carcere.

Milagro Sala ha sempre osservato la legge e rispettato la forma e i procedimenti giuridici. Un esempio: quando il giudice aveva cercato d’internarla nuovamente in un ospedale pubblico, la dirigente, che allora si trovava presso la casa del Carmen, aveva chiesto precedentemente il proprio ricovero in una clinica privata- cosa che poi ha ottenuto- di comune accordo coi professionisti del Dipartimento Medico del Potere Giuridico, lo psichiatra Pablo Groveix e la dottoressa Laura Molina.

Risulta pertanto strano l’atteggiamento nei confronti di Milagro Sala, a cui non viene data la possibilità di riprendersi da un’anestesia per essere tradotta in auto all’unità 3 ad Alto Comedero. Tutto ciò denota una grandissima disumanità nei procedimenti ordinati “dall’altissima magistratura” esercitata dal Dott. Llermanos, secondo le sue parole.

Riteniamo che ciò costituisce soltanto l’ennesimo capitolo nell’aggravamento della situazione di disagio che la Commissione Internamericana dei Diritti Umani ha osservato contro Milagro Sala al momento di concederle la misura cautelare dopo aver constatato che la sua vita e la sua integrità erano a rischio, situazione aggravata dallo stato di salute mentale della beneficiaria.

Ieri pomeriggio, la CIDH ha ritenuto incompleta la misura cautelare disposta in favore di Milagro Sala da parte dello Stato Argentino ed ha inviato alla Corte Internamericana dei Diritti Umani una richiesta affinché siano adottate misure preventive in favore della deputata del Palasur.

 

Traduzione dallo spagnolo di Cristina Quattrone

 fonte pressenza.com

01.11.2017 - Redazione Italia

Milagro Sala in clinica mentre respingono di nuovo gli arresti domiciliari

Arrivano notizie parzialmente contraddittorie da Jujuy, dove il caso giudiziario, ma soprattutto politico, di Milagro Sala assume i toni di una telenovela. La dirigente sociale della Tupac Amaru è attualmente ricoverata in una clinica per sottoporsi ad esami medici e psicologici, richiesti dalla sua equipe di avvocati difensori, per stabilire se sia opportuno il suo mantenimento in carcere, presso la prigione di Alto Comedero dove è tornata reclusa il 14 ottobre in seguito alla revoca degli arresti domiciliari. Gli arresti domiciliari erano stati concessi in applicazione alla sentenza della Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) che aveva imposto allo Stato Argentino di concederli in funzione del concreto pericolo di salute e di vita che Milagro soffriva in prigione.

La nuova richiesta del collegio difensivo di tornare ai domiciliari è stata non solo respinta ma, nella sentenza, si rimprovera al collegio di difesa di aver usato termini non adeguati a un procedimento giuridico e si ribadisce che lo Stato Argentino non è obbligato a rispettare le sentenze della CIDH e che tali sentenze vanno interpretate come semplici consigli.

Di fronte a questo stato di cose, ai tentativi di suicidio degli ultimi giorni che hanno riguardato Shakira (un’altra delle prigioniere politiche dell Tupac) e la stessa Milagro, il Comitato per la Liberazione di Milagro Sala ha presentato una nuova denuncia penale contro il Presidente Macri, il Ministro della Giustizia Germán Garavano e il governatore di Jujuy Gerardo Morales per istigazione al suicidio.

fonte PAGINA12
La CIDH remarcó que la cautelar sigue vigente y debe ser cumplida
“El Estado es responsable de la salud física, psíquica y moral de Sala”
Luego de una semana de sesiones en Montevideo, la Comisión Interamericana de Derechos Humanos se pronunció sobre el incumplimiento de la cautelar que ordenó garantizar la salud y la vida de Milagro Sala. El titular del organismo recordó que la medida sigue vigente y que es de cumplimiento obligatorio.

Durante el cierre de su 165º audiencia que este año tuvo sede en Uruguay, la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) advirtió al gobierno argentino de su “responsabilidad” sobre “la vida e integridad” de la dirigente detenida en Jujuy Milagro Sala, y lo instó a garantizar “que no se realicen actos que puedan ponerla en riesgo”. Además, lamentó la revocatoria de la prisión domiciliaria dictada contra la líder de la organización Tupac Amaru y ratificó que la medida cautelar que recomienda que no continúe en el Penal de Alto Comedero “es obligatoria”.

Las definiciones del organismo de cuyo sistema de legislación la Argentina es parte asociada fueron emitidas durante una conferencia de prensa en donde la cúpula de ese organismo internacional transmitió sus principales conclusiones sobre los casos debatidos desde el lunes pasado en la capital uruguaya.

Al ser consultados sobre la situación de Sala, el titular de la CIDH, Francisco Eguiguren, recordó que “sigue vigente” la medida cautelar que en julio pasado había conminado al Estado argentino a mejorar las condiciones de detención de la dirigente, ya sea mediante su liberación del penal en que está privada de su libertad o a través del otorgamiento de prisión domiciliaria o libertad monitoreada.

Esta medida se cumplió en los primeros días de agosto pasado, cuando Sala fue llevada a una vivienda del barrio La Ciénaga, hasta que la Cámara de Apelaciones de Jujuy revirtió esa medida a principios de este mes. “Hay un incumplimiento actual” de esa cautelar “y esperamos que no sea definitivo, porque las cautelares son mandatorias, es decir obligatorias”, sumó Eguiguren y subrayó: “Nosotros seguimos en la lucha”.

El presidente de la CIDH reiteró que “todo Estado es responsable por la seguridad de la persona privada de su libertad” y puntualizó que, en ese sentido, el gobierno nacional responsabilidad en la vida e integridad “de la salud física, psíquica y moral de Sala”. “Tiene que protegerla”, subrayó.

Luego, durante una entrevista con la periodista Cynthia García, Francisco Eguiguren expresó que desde el organismo que encabeza “tenemos la esperanza de que se cumpla” nuevamente con la recomendación sobre la prisión domiciliaria para Sala. Esa medida “afortunadamente fue acatada” en agosto pasado “pero se encuentra incumplida” en la actualidad.

“Si bien cuenta con autonomía, la Argentina es parte del sistema interamericano de derechos humanos y está sometida a las decisiones de la comisión. Y lo que la comisión dispone es de cumplimiento obligatorio”, definió.

FONTE PRESSENZA.COM

14.10.2017 Redazione Italia

Milagro Sala sequestrata

Stamattina alle sette, su ordine del giudice Pablo Pullen Llermanos, forze del CEOP (Cuerpo Especial de Operaciones Policiales), accompagnate da auto civetta senza segni di riconoscimento, hanno fatto irruzione nella casa dove Milagro Sala era agli arresti domiciliari e l’hanno trasferita con la forza, scalza e in pigiama, al carcere femminile di Alto Comedero.

“Questo è un sequestro. Dopo la sentenza della Corte d’Appello, che ha revocato gli arresti domiciliari, Pullen Llermanos ha perso ogni giurisdizione sulla pratica legata alla misura precauzionale disposta dalla Commissione Interamericana di Diritti Umani”, hanno dichiarato gli avvocati della deputata del Parlasur.

Con un atto di assoluta illegalità il giudice Pablo Pullen Llermanos  ha inoltre rimandato la notifica agli avvocati difensori, in modo che l’imputata non venisse a conoscenza in anticipo della sua decisione, violando così il legittimo diritto alla difesa. Gli avvocati non hanno potuto neanche avere accesso alla motivazione,  giacché in questo fine settimana prolungato il personale non è presente in tribunale.

D’altra parte venerdì la Corte d’Appello di Jujuy ha accolto il ricorso presentato dalla difesa di Milagro Sala sulla decisione dei giudici Néstor Hugo Paoloni, Gloria María Mercedes Portal de Albisetti y Emilio Carlos Cattan di revocare gli arresti domiciliari. “A partire da quel momento il giudice Pullen Llermanos ha perso ogni giurisdizione al riguardo. Quello che hanno fatto è un sequestro, l’ordine è totalmente illegale e ci ricorda le peggiori epoche della nostra storia”, ha ribadito Elizabeth Gómez Alcorta.

 

10.10.2017 - Jujuy, Argentina Redacción Argentina

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La Difesa di Milagro Sala: “I giudici disconoscono totalmente il diritto internazionale”

Gli avvocati di Milagro Sala hanno fatto ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello che ha revocato i domiciliari alla dirigente sociale.

La difesa di Milagro Sala ha fatto oggi ricorso contro la sentenza della corte d’Appello che ha revocato la detenzione ai domiciliari della deputata del Parlasur. Tra i punti cardine, sono stati rilevati la responsabilità internazionale dell’Argentina; la sentenza  violerebbe la misura cautelare dettata dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH). E’ stata inoltre evidenziata una conoscenza del tutto insufficiente da parte dei giudici Néstor Hugo Paoloni, Gloria María Mercedes Portal de Albisetti ed Emilio Carlos Cattan i quali, nei fondamenti giuridici, hanno confuso la CIDH con la Corte Interamericana dei Diritti Umani (Corte IDH) che, sebbene faccia parte del sistema interamericano, possiede regole e competenze diverse; nell’analisi dei contenuti che devono essere soddisfatti per l’ottenimento della detenzione ai domiciliari, hanno ignorato il rango costituzionale dei trattati internazionali che hanno carattere sovrannazionale; hanno utilizzato un concetto errato relativo al principio di uguaglianza rispetto agli altri detenuti in custodia cautelare e, in ultimo, hanno posto in essere un altro atto persecutorio e di violazione del legittimo esercizio del diritto alla difesa, sottolineando che nessuna condanna è stata finora emessa nei confronti di Milagro Sala. A loro volta, hanno denunciato che la Corte d’Appello ha compromesso il buon esito del processo non avendo notificato alla difesa il ricorso presentato dal Pubblico Ministero e su cui hanno basato la sentenza, scartando tutte le argomentazioni degli avvocati della dirigente sociale. ...continua a leggere "La Difesa di Milagro Sala: “I giudici disconoscono totalmente il diritto internazionale”"

01.10.2017 - San Salvador de Jujuy (Argentina) - Redacción Argentina

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Milagro Sala: la Corte d’Appello revoca i domiciliari; la difesa presenta ricorso

La Corte d’Appello di Jujuy ha notificato alla difesa di Milagro Sala la revoca degli arresti domiciliari disponendo il suo ritorno all’Unità 3 del penitenziario di Alto Comedero. La decisione della corte è stata notificata dal Centro de Estudios Legales y Sociales (CELS) alla Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH). ...continua a leggere "Milagro Sala: la Corte d’Appello revoca i domiciliari; la difesa presenta ricorso"

 FONTE PRESSENZA.COM

01.09.2017 - Redazione Italia

Milagro Sala finalmente trasferita nella casa di El Carmen, agli arresti domiciliari

A seguito delle raccomandazioni della CIDH (Commissione Interamericana dei Diritti Umani) che il 28 luglio scorso ha ordinato la liberazione o, in alternativa, la prigione domiciliaria per Milagro Sala, e alla risoluzione del gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’ONU emessa nell’ottobre scorso, accolte dal giudice solo il 18 agosto, la dirigente della Tupac Amaru è stata trasferita ieri pomeriggio dal carcere al suo domicilio di El Carmen, a 40 km da Jujuy. Qui sconterà i domiciliari sotto la stretta sorveglianza della Gendarmeria, che ha disposto telecamere e agenti di sorveglianza 24 ore su 24, oltre al monitoraggio permanente di due bracciali elettronici.

Il trasferimento di Milagro è avvenuto a sorpresa su decisione del giudice Pablo Pullen Llermanos, nonostante i lavori di installazione delle videocamere di sorveglianza non fossero ancora terminati, e senza notificare la decisione agli avvocati della dirigente. Gli stessi familiari sono venuti a conoscenza del trasferimento attraverso i media locali.

Le disposizioni del giudice prevedono che Milagro potrà ricevere visite dalle 7 alle 20, ma non più di 4 persone alla volta e solo per tre giorni a settimana, in spregio alle leggi vigenti secondo cui le restrizioni di una prigione domiciliaria si limitano al divieto di uscire dal proprio domicilio.

Milagro, dopo oltre un anno e mezzo di reclusione arbitraria, è stata accolta con un lungo abbraccio dal marito Raul Noro, oltre che dall’affetto di familiari e amici che hanno esposto anche un enorme striscione di benvenuto.

In un video diffuso lo stesso giorno dalla Tupac Amaru, l’organizzazione da lei guidata, Milagro ha ringraziato tutti coloro che, da fuori dell’Argentina, hanno appoggiato la sua liberazione. Ha inoltre lanciato un appello per Santiago Maldonado: “Chiedo dove sia Santiago Maldonado. Deve essere ritrovato vivo, noi argentini chiediamo al governo di Macri che riappaia con urgenza”.

FONTE PRESSENZA.COM

30.08.2017 - Redazione Italia

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Il trasferimento di Milagro Sala continua ad essere rinviato
(Foto di Prensa Tupac)

18 giorni di violazione internazionale

La Magistratura di Jujuy continua a rinviare il trasferimento di Milagro Sala verso l’immobile sito in località El Carmen, secondo quanto disposto dai giudici Gaston Mercau e Pablo Pullen Llermanos. A un giornale lealista della provincia di Jujuy, il Ministro per la Sicurezza Ekel Meyer ha detto che nelle prossime 48-72 ore dovrebbe terminare il collocamento delle telecamere attorno al luogo in cui terminerà la detenzione la deputata del Palasur, sebbene siano già trascorsi più di 12 giorni di attesa per la risoluzione del secondo giudice che doveva pronunciarsi al riguardo. ...continua a leggere "Il trasferimento di Milagro Sala continua ad essere rinviato"

FONTE PRESSENZA.COM 

17.08.2017 - San Salvador de Jujuy (Argentina) - Mariano Quiroga

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I domiciliari a Milagro Sala
Lo stato della casa dove dovrebbe trasferirsi Milagro Sala (Foto di Tupac Amaru)

Il governo argentino ha aspettato fino a dopo le elezioni per rispettare le disposizioni della CIDH (Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani). Lo fa dopo la scadenza e nel peggiore modo possibile. La magistratura jujeña ha stabilito che a Milagro Sala siano concessi gli arresti domiciliari.

Per continuare la tortura della leader sociale, è stata definita come residenza una casa di suo possesso, ma non finita e che è stata saccheggiata durante la sua prigionia. Un edificio che avrebbe dovuto ospitare una clinica di riabilitazione, ma che oggi non ha né porte, finestre, elettricità, acqua e servizi igienici.

La raccomandazione della CIDH aveva chiesto il rilascio della deputata del Parlasur a causa della pericolosità della sua detenzione nel carcere di Alto  Comedero; con tutta evidenza questa decisione mira a umiliarla, mandandola in una casa abbandonata alla periferia della città di San Salvador, nel quartiere de la Cienaga.

Il Giudice Gastón Mercau ha notificato ieri la decisione agli avvocati che l’hanno considerata un essenziale passo avanti, anche se hanno protestato per l’indirizzo scelto per la loro cliente. Gli avvocati cercano di accelerare il trasferimento il prima possibile dato il rischio che corre Milagro e le continue minaccie.

Milagro Sala è stata dichiarata dal gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria delle Nazioni Unite  prigioniera politica e sono centinaia le organizzazioni che chiedono il rilascio immediato della leader sociale.

fonte ATLANTIDE

di Ancora Fischia il Vento-Francesco Cecchini, 4 agosto 2017

POR MILAGRO SALA

Te ocultan                                                                         

En la cueva más oscura                                                   

Del manto que cubre Jujuy.                                                  

Tus alas resaltan                                                        

Blancas en tanta oscuridad                                              

Libres                                                                               

Te buscan.                                                                   

Pablo Campos

Il Comitato per la libertà di Milagro Sala ha consegnato lo scorso primo agosto al presidente argentino, Mauricio Macri, una petizione firmata da 45,970 persone per chiedere la liberazione immediata della dirigente sociale detenuta a Jujuy (nord dell’Argentina). “I sottoscritti chiedono l’immediato rilascio della leader sociale e deputata di Parlasur Milagro Sala e degli altri prigionieri politici dell’organizzazione Tupac Amaru. ll governo argentino deve porre fine alle violazioni dei diritti umani e impegnarsi a non usare mai più arbitrarie reclusioni come una forma di persecuzione e repressione  del dissenso politico.” Nella petizione, pubblicata sul sito www.liberenamilagro.org, vi sono firme importanti tra le quali quelle di Dilma Roussef di Noam Chomsky, di Julian Assange, di Baltasar Garzón e di Oliver Stone. Hanno inoltre aderito organizzazioni quali le Abuelas de Plaza de Mayo y Madres de Plaza de Mayo – Línea Fundadora, il Centro de Estudios Legales y sociales (CELS), la Liga Argentina por los Derechos del Hombre (APDH) e Human Rights Watch

La consegna della petizione a Macrì è avvenuta quattro giorni dopo che la Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani (CIDH) si sia espressa a favore di Milagro Sala. La CIDH ha invitato il governo argentino a prendere misure alternative alla detenzione come gli arresti domiciliari o che Milagro Sala possa affrontare i processi futuri in libertà, se pur controllata. Inoltre la CIDH ha affermato che il governo argentino ha l’obbligo di conformarsi alla decisione della Commissione sulle detenzioni arbitrarie dell’ONU che ha affermato che la detenzione di Milagro Sala è arbitraria e deve essere rilasciata. La presa di posizione sia della CIDH che della Commissione sulle detenzioni arbitrarie dell’ONU sono storiche.

Per capire l’ambiente e la fase nelle quali in Jujui e in Argentina sono maturate la repressione e la detenzione arbitraria di Milagro Sala indico il saggio dello scrittore Daniel Cecchini pubblicato lo scorso aprile dalla rivista Zoom.

http://revistazoom.com.ar/jujuy-un-globo-de-ensayo

Il link con un recentissimo documentario su Milagro Sala è il seguente:

https://www.youtube.com/watch?v=m-_vlBJlOYE

fonte PRESSENZA.COM

 

Nonostante le operazioni del governo nazionale per evitare che la Commissione InterAmericana sui Diritti Umani (CIDH) sentenziasse sulla detenzione arbitraria di Milagro Sala, l’organismo internazionale ha emesso l’ingiunzione è stata richiesta da CELS, Amnesty International e ANDHES e ha ordinato che il governo nazionale, in quanto parte del sistema interamericano, deve provvedere al rilascio immediato richiesto dal Gruppo di lavoro sulle Detenzioni arbitrarie delle Nazioni Unite o, in alternativa, concederle gli arresti domiciliari o la libertà vigilata elettronicamente; la CIDH ha confermato che considera la detenzione di Milagro Sala arbitraria. La risoluzione richiede al potere esecutivo anche il rispetto dei trattati internazionali che hanno rango costituzionale e che sono legge in Argentina. Il motivo della risoluzione sta nel fatto che Milagro “è in una situazione di gravità e urgenza, in quanto i suoi diritti alla vita e all’integrità personale corrono il rischio di un danno irreparabile”, come è stato possibile constatare durante la visita del 16 giugno. Hanno anche messo in guardia circa il rischio di criminalizzazione della protesta e hanno sottolineato che la detenzione preventiva “dovrebbe essere limitata dai principi di legalità, di presunzione di innocenza, di necessità e di proporzionalità e che non può essere in alcun caso una misura punitiva”, “lo Stato deve assicurare che la regola sia la libertà degli imputati, mentre se ne accerta la responsabilità penale e che le caratteristiche personali del presunto autore e la gravità del reato di cui è accusato non sono, di per sé, una giustificazione sufficiente per la detenzione preventiva”.

Ha inoltre stabilito che lo Stato Argentino ha 15 giorni di tempo per comunicare in che modo intenda dare seguito alla risoluzione.

...continua a leggere "“Non ci sono più scuse: Milagro Sala deve essere liberata”"