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FONTE INCHIESTAONLINE

I nazional populisti (d’ora in poi sincopati in nazipopulisti) guidati dalla Lega tracotante di Salvini, percorsi da brividi di febbre fascista, hanno tentato l’invasione dell’Emilia “rossa” per occuparla. Ma sono rimasti scornati, perdendo le elezioni 51 a 43. Così la racconta Fausto Anderlini: “La scudisciata della Via Emilia, grande madre regionale, splendida metropoli civica, lascia il segno sulle chiappe dei balordi calati dalle plaghe irredente del lombardo – veneto.”

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Autore : Bruno Giorgini 

Fonte : Inchiestaonline

 

Istituiremo il 26 gennaio dopo il 25 aprile come data della liberazione dai comunisti, ha detto Calderoli senatore leghista. Facendo rivoltare nella tomba i fratelli Cervi sterminati dai nazifascisti, e tutti gli altri partigiani armati e disarmati morti durante la Resistenza, molti con la stella rossa sul berretto. Quella Resistenza che ha prodotto la nostra Costituzione.

Calderoli farebbe bene a non dimenticarlo. La lega nazipopulista (sincope di nazionalpopulista) anche deve fare molta attenzione a scatenare l’odio e a minacciare nelle libere orgogliose terre d’Emilia e Romagna.

Salvini batte la pianura palmo a palmo. Come un cacciatore vuole stanare e abbattere l’Emilia rossa. Anzi, come ha proclamato uno dei suoi luogotenenti: sradicare l’Emilia rossa. Questo strano animale cui concorrono la conservazione stalinista e il riformismo socialcomunista, inestricabilmente intrecciati. Animale che è sopravvisuto fino a oggi, a dispetto del crollo dell’Unione Sovietica e della caduta del muro di Berlino.

Si tratta di una battaglia per la libertà, e per la vita proclama il capo leghista.Bisogna abbattere il giogo comunista, egli fa intendere a ogni piè sospinto. Spera il Truce nelle cittadine della bassa e nei paesi dell’Appenino, così come negli abitanti del contado, quelli che si sentono trascurati (egli pensa), marginali e periferici rispetto alle dinamiche urbane e cosmopolite che animano il tessuto sociale attorno la via Emilia, nella megalopoli che da Piacenza corre fino a Rimini, coniugando i distretti metalmeccanici, delle ceramiche, della maglieria con l’industria del turismo. Epperò Piacenza e Ferrara, sono già governate da sindaci di centrodestra (a vario titolo), Parma da Pizzarotti, sindaco indipendente prima cinque stelle, oggi progressista. Un sindaco di destra governa financo Forlì, che fu terra di repubblicani mazziniani carbonari e terroristi, di camicie rosse insorgenti, la famosa trafila garibaldina, di partigiani che unici assieme alle truppe alleate, salirono fino in alta Italia a caccia di fascisti. ...continua a leggere "Bruno Giorgini: Contro l’invasione leghista dell’Emilia rossa"