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Fonte Articolo21

“Sto bene e spero che anche voi stiate bene”. Questa frase, scritta su un foglio tirato via da quello che pare un quaderno di appunti, è stata consegnata il 5 settembre ai familiari di Patrick Zaky dalla direzione della prigione di Tora, in occasione della consegna settimanale di cibo e abiti.
Una frase lapidaria, formale, che ha messo in agitazione la famiglia di Patrick e poi gli amici e tutte le persone che dall’Italia sono mobilitate da febbraio per la sua scarcerazione. C’è da sperare che quel messaggio secco sia stato solo determinato dalla volontà di superare la censura e di continuare a far arrivare all’esterno, in qualche modo, informazioni. Nei giorni precedenti era infatti emerso che molte lettere scritte da Patrick e a Patrick non erano mai giunte a destinazione.
L’impossibilità di comunicare in modo normale e regolare rischia di aggiungere ulteriore ansia a quella che Patrick già deve provare a causa della diffusione della pandemia da Covid-19 nelle prigioni egiziane e dell’incertezza sulla sua condizione giuridica.
Non si sa neanche quando si svolgerà la prossima udienza: in teoria, essendo stati ordinati ulteriori 45 giorni di detenzione preventiva il 12 luglio, avrebbe dovuto tenersi a fine agosto. Ma il 26 luglio c’è stata una udienza non annunciata (una sorta di riesame? una nuova effettiva udienza?) in cui i 45 giorni sono stati confermati, il ché porta a immaginare, pur in una situazione totalmente arbitraria, che la prossima udienza si terrà intorno a metà settembre.
Per mantenere alta l’attenzione e rinnovare la richiesta di libertà,  sabato 12 settembre a Cervia si leverà in volo un aquilone col volto di Patrick, disegnato dall’artista-attivista Gianluca Costantini. L’iniziativa, che si terrà alle 14.30 nell’ambito di “Sprint Kite”, sarà preceduta alle 11 da una conferenza sui diritti umani in Egitto: è promossa da Amnesty International Italia, Festival dei diritti umani e Articolo 21, in collaborazione con l’associazione Cervia Volante e col patrocinio dell’Università di Bologna e del Comune di Cervia

Redazione 22 marzo 2018 9:1
Comunicato 22 marzo 2018 di solidarietà nei confronti del dr. Enrico Zucca oggetto di attacchi per le opinioni espresse in un pubblico convegno.
I Giuristi Democratici esprimono piena solidarietà al Dr. Enrico Zucca, già Pubblico Ministero nel processo Diaz, nei confronti del quale il Procuratore generale della Cassazione avrebbe avviato “accertamenti preliminari” per aver dichiarato, riguardo alle vicende del G8 di Genova, che “Le nostre forze di polizia non ci hanno consegnato alcun torturatore, e chi ha coperto quegli ignoti torturatori è oggi ai vertici delle forze di polizia. E allora noi, con questa Storia e con questa voce, chiediamo all'Egitto di consegnarci dei torturatori: la possibilità che questa indagine approdi a qualcosa è fortemente minata dalla Storia che abbiamo, e dalla incapacità che abbiamo”.
Le affermazioni del Dr. Zucca trovano obiettivo riscontro, oltre che nelle promozioni accordate ad alcuni dei funzionari condannati all’esito del processo Diaz (come Gilberto Caldarozzi, attuale vice-capo della DIA), anche nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo, che in relazione a detta vicenda ha condannato l’Italia per aver violato il principio in base al quale “laddove un agente statale sia incriminato per torture o maltrattamenti, questi dovrà essere sospeso dalle sue funzioni durante l'istruttoria e il processo e, qualora sia condannato in via definitiva, rimosso” (sentenza Cestaro c/ Italia, 7 aprile 2015, par. 210).
I Giuristi Democratici, che hanno avuto modo di apprezzare il rigore morale e professionale del Dr. Zucca nonché il prezioso apporto critico da lui fornito –fra l’altro– al dibattito pubblico sul reato di tortura, ricordano innanzitutto che la Repubblica assicura libertà di opinione ed intervento anche ai magistrati e, nello specifico, condividono l’idea che la credibilità e l’autorevolezza internazionale delle istituzioni si fondino sul rispetto, anche e soprattutto da parte di queste ultime, dei principi che presiedono alla civile convivenza democratica e garantiscono l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge; ribadiscono pertanto il proprio convinto sostegno al Dr. Zucca, cui esprimono stima e gratitudine per il suo costante impegno a favore della verità e della giustizia.
22 marzo 2018
ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI

I Giuristi democratici nel gruppo di supporto legale alle ed ai manifestanti del Global forum di Genova '01
 

FONTE ARTICOLO21.ORG

Tante le piazze da nord a sud che si sono tinte di giallo per ricordare Giulio Regeni a due anni dall’omicidio. Migliaia le persone che hanno preso parte in oltre 110 città, in tutto il Paese, a fiaccolate silenziose esattamente alle 19.41, l’orario dell’ultimo contatto telefonico di Giulio.
E’ partito dal piazzale antistante le scuole di Fiumicello (Udine), paese natale di Giulio Regeni, la ‘Camminata dei diritti’, la marcia che ha dato il via alle iniziative in programma per chiedere Verità e giustizia per il giovane ricercatore. Ad aprire il corteo sono i bambini del Governo dei giovani del comune di Fiumicello, che hanno portato una bandiera arcobaleno. Subito dopo ha sfilato la madre di Giulio, Paola Deffendi, con la bandiera gialla riportante la scritta “Verità per Giulio Regeni”. Tanti i ragazzi e le famiglie presenti, con in una mano la fiaccola gialla, nell’altra un nastro dello stesso colore che rappresenta le libertà e i diritti, che ognuno ha conquistato o ricevuto. All’arrivo ciascun nastro è stato legato in un punto del piazzale dei tigli per rafforzare la trama del legame sociale.

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