Alessandra Mecozzi: Il lungo cammino della Palestina (1917-2017)

FONTE:  INCHIESTAONLINE.INFO

|dicembre 2017
E’ uscito il libro Il lungo cammino della Palestina (1917-2017) a cura di Alessandra Mecozzi  e con prefazione di Wasim Dahmash (Edizioni Q, Roma 2017). Per pubblicizzarlo riproduciamo la Nota introduttiva di Alessandra Mecozzi e la prefazione di Wasim Dahmash.
 
1. Alessandra  Mecozzi: Nota introduttiva

Il dossier che presentiamo è frutto di un lavoro, durato oltre un anno e mezzo, che ha coinvolto diverse persone di buona volontà. L’idea è nata da una pubblicazione, La Palestine dans tous ses états, redatta e stampata a Bruxelles, in francese, dalla Association Belgo-Palestinienne, che ci ha autorizzati a tradurre e pubblicare i testi. Le traduzioni dal francese, iniziate a febbraio 2016, sono state fatte da Sancia Gaetani, Patrizia Horn, Paola Viero e la sotto- scritta. Patrizia Cecconi ha provveduto all’editing e Wasim Dahmash ha scritto la prefazione. Le belle foto di copertina sono di Bruna Orlandi.

Dato che le schede realizzate a Bruxelles si fermavano al 2007, abbiamo proceduto ad aggiornamenti: oltre ai tanti avvenimenti successi in dieci anni, infatti, molti dati erano cambiati. Gli aggiornamenti sono stati inviati in parte dalla Association Belgo- Palestinienne, in parte inseriti da chi scrive. I testi arrivano all’inizio del 2017; nelle tabelle dei dati e nelle mappe, a cui si accede tramite link, vengono riportati gli anni di riferimento.

Le fonti sono citate nelle note. Chi voglia approfondire e/o ampliare le sue conoscenze può trovare bibliografie tematiche, a cura di Wasim Dahmash, in: http://palestinaculturaliberta.wordpress.com. La pubblicazione, in 17 schede, corredata da un’ampia cronologia iniziale, ci è sembrata un buon modo per ricordare che il 2017 segna 100 anni dall’occupazione della Palestina e dalla Dichiarazione di Balfour, 70 anni dalla partizione della Palestina vo – tata dall’ONU, 50 dalla Guerra dei 6 giorni e dalla occupazione dei territori palestinesi che dura ancora oggi.

Un grazie di cuore va a tutte e tutti coloro che hanno collaborato, in primo luogo alla Association Belgo-Palestinienne.

Ci auguriamo che possa essere uno strumento utile, in particolare per giovani che poco o niente conoscono della storia della Palestina – non fa parte dei programmi scolastici – e per tutti coloro che hanno interesse a conoscenze che vadano oltre la stretta attualità e che, in molti casi, servono a spiegarne le cause.

 

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Palestine : 50 ans d’occupation, 50 ans de lutte ouvrière

FONTE : EQUALTIME

Palestine : 50 ans d'occupation, 50 ans de lutte ouvrière

A Palestinian worker on a construction site in the city of Bethlehem, in the southern occupied West Bank, on 27 September 2017.

(Chloé Benoist)

Malgré 30 ans de sa vie passés à travailler comme menuisier en Israël, et les 17 dernières années comme agriculteur dans la partie sud de la Cisjordanie occupée, Mohammad Issa Salah, âgé de 70 ans, a toujours du mal à joindre les deux bouts.

« Ici, le coût de la vie est comme en Europe, mais les salaires sont comme en Afrique, » déclare le vieux Palestinien du village d’Al-Khader à Equal Times, s’exprimant dans le peu d’anglais dont il se souvient de l’école.

La situation de ce vieillard est loin d’être une exception : avec un quart des Palestiniens vivant sous le seuil de pauvreté et un taux de chômage comparable, les Palestiniens luttent depuis des décennies pour assurer leur subsistance et faire valoir leurs droits dans le monde du travail.

Au cours des 50 dernières années, l’occupation israélienne de la Cisjordanie, de Jérusalem-Est et de la bande de Gaza a eu un impact incontestable sur les conditions de travail des Palestiniens. Dans le même temps, les syndicats peinent à dépasser les clivages politiques pour faire avancer concrètement la protection des droits des travailleurs palestiniens.

« La terre n’est pas la seule chose qui est occupée ; c’est aussi le cas de l’économie palestinienne, » déclare Matthew Vickery, auteur d’« Employing the Enemy: The Story of Palestinian Labourers on Israeli Settlements ».

Les centaines de milliers de Palestiniens qui se sont retrouvés sous le contrôle de l’armée israélienne en 1967 sont rapidement devenus une source de main-d’œuvre ouvrière pour l’économie israélienne, accomplissant des tâches que peu d’Israéliens étaient disposés à faire, pour un coût beaucoup moins élevé et avec beaucoup moins de protections juridiques. Continua a leggere “Palestine : 50 ans d’occupation, 50 ans de lutte ouvrière”