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FONTE PRESSENZA.COM 

08.01.2020 - Santiago de Chile Redacción Chile

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Santiago del Cile: una fotografia della città all’inizio di una nuova decade
(Foto di La Agenda del Diablo)

Da Helodie Fazzalari

Ad oggi Santiago è come una bambina che da un giorno all’altro si è resa conto di essere diventata adulta”. Sono queste le parole che Pìa Figueroa, Co-Direttrice di Presenza, utilizza durante un nostro incontro, per descrivere ciò che è avvenuto in Cile negli ultimi mesi. Lo scorso 18 ottobre 2019, un rialzo di 30 pesos del prezzo del biglietto dei trasporti pubblici, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma dietro questa motivazione, apparentemente superficiale, si nascondono decenni si abusi di potere, disuguaglianze e ingiustizie sociali. Una dittatura in democrazia”, si legge in diversi striscioni affissi dai manifestanti sui muri della città. Oggi Santiago appare così, distrutta ed in ginocchio ma paradossalmente più forte degli anni in cui i cileni hanno dovuto forzatamente abbassare la testa. Questa bambina da un giorno all’altro, in maniera del tutto irrazionale si è resa conto di essere diventata adulta. Ha gettato uno ad uno tutti i giocattoli che non le servivano più, ed ha preso consapevolezza di quello che stava diventando e del fatto che aveva la possibilità di scegliere chi essere nel suo futuro. ...continua a leggere "Santiago del Cile: una fotografia della città all’inizio di una nuova decade"

 

Fonte Pressenza.com

Dopo aver rinviato l’inizio dell’udienza per più di dieci ore, il Tribunale Penale Orale 3 di Jujuy ha condannato la leader sociale Milagro Sala a 13 anni di carcere, giudicandola colpevole di crimini di associazione illecita, estorsione e frode allo Stato nella causa conosciuta come “Pibes Villeros” che è poi la principale tra le numerose istruite ad arte per impedire che la dirigente sociale si possa presentare alle elezioni contro l’attuale governatore Gerardo Morales, suo avversario politico da sempre.

La sentenza è giunta nonostante che il pubblico ministero non sia riuscito a fornire prove, se non le testimonianze di un ex affiliato della Tupac, arrestato proprio ieri per traffico di stupefacenti, e di sua madre, ex deputata eletta nella lista ispirata dall’organizzazione di quartiere, incarcerata in un primo momento e poi liberata quando ha cominciato a “collaborare con la giustizia”.

“Oggi voi, donne giudici, come donne e lavoratori, passerete alla storia per qualsiasi cosa decidiate, nel bene e nel male”, aveva detto Milagro prima della sentenza. Ed aveva aggiunto: “Tutti i miei compagni ed io siamo innocenti. Non abbiamo rubato nulla e non a caso le nostre opere sono riconosciute a livello internazionale; ci processano perché siamo poveri e coya (il nome con cui si designano gli originari della zona, n.d.r)”.

Il Collegio di difesa ha già presentato appello.

Fra pochi giorni si compiranno tre anni dall’incarcerazione preventiva di Milagro Sala dopo la pacifica protesta (un sit-in) di fronte alla sede del governatorato di Jujuy che generò una prima ridicola causa per disturbo della quiete pubblica e occupazione illecita di suolo pubblico. Contro questa incarcerazione eccessiva ed illecita si sono pronunciate istituzioni e associazioni internazionali e si è mobilitata l’opinione pubblica costituendo, in Argentina e in numerosi paesi del mondo, comitati per la liberazione di Milagro Sala e di tutti i prigionieri politici.

 

 

FONTE PRESSENZA.COM

 

Il quadro clinico di Raúl Noro, marito di Milagro Sala, è da alcune settimane in peggioramento; questo peggioramento viene attribuito dal Comitato per la Difesa di Milagro Sala al persistere degli arresti domiciliari della dirigente sociale nella casa a cui è stata assegnata; questa casa non è il suo domicilio abituale ed è, per di più, a 40km dal centro di San Salvador de Jujuy e quindi lontana da ogni presidio medico della città.

...continua a leggere "Argentina: preoccupazione per la salute di Raúl Noro"

 

FONTE PRESSENZA.COM 

 

Milagro, non in buone condizioni di salute e agli arresti domiciliari sempre non a casa sua ma in quella lontana del Carmen, protesta per la celebrazione di due processi in contemporanea e per il continuare dei tentativi di intimidire e comprare testimoni da parte dell’accusa.

Sul suo sito di denuncia la giornalista Cynthia García riporta le dichiarazioni di María Condomí, una delle imputate nel processo chiamato “Pibes Villeros”,che ha assicurato che Jose Luis “Pato” Estrada, attuale controllore dell’organizzazione di quartiere Tupac Amaru e funzionario del governo di Jujuy ha offerto di dissociarla dal caso in cambio della sua testimonianza contro  Milagro Sala e Graciela Lopez. María Condomí ha assicurato alla corte che sia lei che sua sorella Adriana Condomí sono stati portati contro la loro volontà allo studio legale di uno degli avvocati di Gastón Morales, figlio del governatore di Jujuy, dove sono stati nuovamente spinti a testimoniare contro la deputata Parlasur.

Sia María che Adriana Condomí hanno denunciato di aver ricevuto minacce e di temere paura per la loro integrità fisica e quella dei loro figli. Il Comitato Nazionale per la Libertà di Milagro ha dichiarato: “Riteniamo il governo provinciale responsabile di tutto ciò che potrebbe accadere alla loro vita e alla loro integrità, e denunciamo ancora una volta le persecuzioni e le molestie di cui sono vittime i prigionieri politici della provincia di Jujuy”.

Le udienze dei processi sono state rinviate alla settimana prossima a causa delle condizioni di salute di Raúl Noro, compagno di Milagro, attualmente ricoverato all’ospeda

FONTE PRESSENZA.COM

Il 24 di Luglio inizia un nuovo processo a Milagro Sala e a numerosi membri della sua associazione, la Tupac Amaru. Si tratta di uno dei processi più importanti, quello denominato “Pibes Villeros”, con un insieme di accuse inerenti presunte malversazioni dei fondi gestiti dall’organizzazione nel corso delle sue attività di costruzione di case popolari. La Tupac Amaru è diventata famosa nel mondo per aver creato un sistema virtuoso di cooperative di costruzione che permetteva di costruire a prezzi bassi le case popolari finanziate dal governo e, con i soldi avanzati, costruire scuole, centri medici e sportivi e perfino piscine in ogni quartiere.

Questo processo che invece dipinge la Tupac come un’organizzazione criminale è duramente contestato dal collegio di difesa di Milagro Sala che denuncia numerose violazioni del diritto di difesa ed in particolare il fatto che i giudici abbiano impedito di produrre prove.

In un’intervista a Pagina 12 (ormai uno dei pochi media non allineati con il macrismo dominante) il collegio di difesa ha dichiarato che teme seriamente per l’imparzialità dei giudici: la situazione “priva tutti gli imputati del diritto ad essere giudicati da giudici imparziali e indipendenti e lede gravemente il diritto di difesa”.. Si `fatto anche notare che nel processo verranno usati filmati che dovrebbero essere protetti dal segreto bancario e le testimoninanze di ex membri della Tupac Amaru che sono stati portati a testimoniare grazie ad offerte di vantaggi o minacce.

 FONTE :  PRESSENZA.COM

13.12.2017 - Redazione Italia

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Argentina: United Colors of Murder

da Observatorio Argentino

In Argentina, il governo di Mauricio Macri, in combutta con i grandi gruppi petroliferi, minerari e agroindustriali, ha scatenato una violenza feroce e omicida contro le comunità indigene dell’intero paese, con la complicità del sistema giudiziario e l’appoggio dei principali gruppi di informazione. La comunità globale e le istituzioni internazionali devono agire ora prima che il massacro raggiunga proporzioni ancora maggiori.

Uno stato razzista ha bisogno di costruire un nemico violento e bestiale dalla cui eliminazione dipende il bene comune. Ciò che permetterà di vivere alla comunità, alla “gente” è la morte dell’altro — ebreo, mussulmano, indigeno- che viene così stigmatizzato: questa è la logica implacabile dei moderni razzismi. Il 25 novembre, poco prima che il summit del G20 si spostasse nella città patagonica di Bariloche, è stato assassinato con un tiro alle spalle il giovane muratore Rafael Nahuel, 22 anni, durante un’operazione della Prefettura contro la comunità mapuche Lafken Winkul, comunità che reclama i propri diritti ancestrali sui territori. L’operazione era stata decisa dal giudice federale di Bariloche, Gustavo Villanueva; allo stesso Villanueva è stata poi affidata l’inchiesta sul caso, definito di “morte sospetta”, nonostante il calibro del proiettile coincida esattamente con quello delle mitragliatrici usate dalle forze di polizia. Pochi mesi prima, durante un’altra operazione contro la comunità mapuche Lof Cushamen, coordinata dal Capo di Gabinetto del Ministero degli Interni, Pablo Noceti, dall’estanciadi Luciano Benetton -che i mapuche accusano di aver loro rubato le terre — è desaparecido il giovane Santiago Maldonado; il corpo senza vita del giovane è stato ritrovato nel fiume alcuni mesi dopo, in circostanze oscure. Nessuno dal Governo riesce a spiegare perché Maldonado, che non sapeva nuotare, si sia buttato “di propria volontà” nel fiume, proprio quando la Gendarmeria stava reprimendo la protesta. ...continua a leggere "Argentina: United Colors of Murder"

FONTE PRESSENZA.COM

16.11.2017 - San Salvador de Jujuy - Redacción Argentina

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Lettera di Milagro Sala ai giudici

 

Ai giudici e pubblici ministeri di Jujuy:

Oggi voglio scrivere quello che già tutti voi sapete, ma che credo sia necessario dire .

Voi sapete che sono una perseguitata politica. Anche se dite pubblicamente il contrario, sapete che sono una perseguitata politica.

Sapete che il mio arresto e la successiva detenzione sono state decise dal governatore Gerardo Morales.

Sapete che le cause intentate contro di me sono state decise nel palazzo del governatore. Sapete anche che voi avete obbedito e siete stati, e siete, strumenti di persecuzione politica.

Sapete che il giudice Pullen Llermanos ha proposto più volte ai detenuti di scambiare la loro libertà per una dichiarazione contro di me. Lo sapete e sapete che Pullen Llermanos rispetta i patti. Chi testimonia contro Milagro Sala ha libertà e assoluzione, chi non accetta può aspettarsi una pena detentiva indefinita.

Sapete ogni passo giudiziario che ha luogo nelle cause viene consultato e deciso nel palazzo del governatore.

Voi, giudici e pubblici ministeri, siete quelli che chiedono e obbediscono, lasciando da parte i principi del diritto che avete studiato all’università e che avete giurato di difendere.

Sapete che la persecuzione non è solo contro di me, ma contro la mia famiglia e i compagni e le compagne della Tupac che non hanno tradito la verità né le loro convinzioni.

Sapete che la persecuzione è anche contro i miei avvocati, che sono stati puniti più volte.

Non tentate solo di metterci in galera per molti anni, volete anche distruggerci come persone e cercare di sotterrare tutto il lavoro sociale e popolare che la Tupac Amaru ha fatto.

Voi sapete, e lo so anch’io, che verrò condannata, poiché questa è la decisione di Morales e voi gli obbedite.

Sappiate anche che la storia non si ferma e che un giorno dovrete dar conto, con tutte le garanzie legali che vi spettano, di queste persecuzioni.

Sappiate, inoltre, che le differenze politiche non si risolvono con la reclusione degli avversari. Quelli che lo fanno finiscono per essere mercenari del potere politico autoritario.

Con le mie convinzioni intatte.

Milagro Sala
Prigioniera Politica.

FONTE  LAVOROCULTURALE

L’ultima volta che è stato visto vivo, il ventottenne Santiago Maldonado stava partecipando a una mobilitazione della comunità in resistenza di Cushamen – provincia di Chubut, Argentina.

Santiago Maldonado

«… e sì, noi siamo coscienti che se fossimo stati mapuche, invece di un giovane come Santiago, tutto questo non avrebbe avuto una ripercussione del genere. Santiago ha lanciato quel grido di cui noi avevamo bisogno. È molto triste che sia toccato a lui».

Ivana Huenelaf, attivista mapuche, commentava così, lo scorso settembre, la desaparición di Santiago Maldonado. Lei stessa, nel mese di gennaio, era stata vittima della repressione scatenata dalla gendarmeria argentina contro la comunità (Pu Lof) in resistenza di Cushamen. Insieme ad altre cinque persone, è stata trattenuta per diverse ore nel commissariato locale, ferita – dopo che i gendarmi le avevano fratturato un polso –, incappucciata e isolata dal resto del mondo. Durante il fermo, ha sentito alcuni agenti negare, alle attiviste e agli avvocati venuti a cercarla, di averla trattenuta, mentre altri gendarmi le dicevano «los vamos a hacer desaparecer»: vi faremo scomparire.

Santiago

L’ultima volta che è stato visto vivo, il ventottenne Santiago stava partecipando a una mobilitazione della comunità in resistenza di Cushamen – provincia di Chubut, Argentina – che protestava per l’arresto del proprio lonko[1] e per la minaccia di sgombero da parte delle autorità locali. La manifestazione è stata duramente repressa dalla Gendarmeria nazionale[2]e le tracce di Santiago si sono perse durante le violenze, quando un testimone ha visto che veniva costretto a salire su un veicolo dei gendarmi. Da quel momento, per 81 giorni, di lui non si è saputo più nulla, finché il suo corpo non è stato ritrovato il 18 ottobre nel Río Chibut, in una parte poco profonda del fiume già ripetutamente setacciata nelle settimane precedenti.

La gestione del caso di Santiago, su cui sono intervenute anche l’ONU e la Commissione Interamericana per i Diritti Umani, ha registrato numerose negligenze da parte dell’apparato statale argentino: dalla lentezza con cui si è investigato circa il coinvolgimento della Gendarmeria – i veicoli usati durante la repressione, ad esempio, sono stati analizzati parecchi giorni dopo i fatti, quando ormai erano già stati lavati –, all’apparente svista con cui Patricia Bullrich, Ministra della Sicurezza, ha rivelato in una conferenza stampa il nome di un testimone protetto coinvolto nell’inchiesta, che aveva denunciato come, alcuni giorni dopo la scomparsa di Santiago, qualcuno avesse risposto al telefono del giovane desaparecido. Apparenti sviste e negligenze che hanno portato anche alla ricusazione e sostituzione del giudice responsabile dell’inchiesta. ...continua a leggere "Il grido di Santiago per le comunità Mapuche"